LA SETTIMANA DELL’AMORE (terzo giorno): poesie di Isabella Morra, Leopoldo Attolico, Franca Palmieri, Antonella Jacoli, Maria Antonella D’Agostino, Maurizio Alberto Molinari

Veronese 013

Paolo Caliari detto il Veronese, Venere e Mercurio presentano a Giove Eros e Anteros, 1560 – 1565

 

SACRA GIUNONE, SE I VOLGARI AMORI

Sacra Giunone, se i volgari amori
son de l’alto tuo cor tanto nemici,
i giorni e gli anni miei chiari e felici
fa’ con tuoi santi e ben concessi ardori.
A voi consacro i miei verginei fiori,
a te, o Dea, e a’ tuoi pensieri amici,
o de le cose sola alme, beatrici,
che colmi il ciel de’ tuoi soavi colori.
Cingimi al collo un bello aurato laccio
de’ tuoi più cari e umili soggetti,
che di servire a te sola procaccio.
Guida Imeneo con sì cortesi affetti
e fa’ sì caro il nodo ond’io m’allaccio,
ch’una sol’alma regga i nostri petti.

Isabella Morra

 

TI RICORDI DELL’AMORE APPENA IN TEMPO

Ti ricordi dell’amore appena in tempo.
Come una nube improvvisa fa da schermo al sole
così le tue parole ritornano sul viso
lo stupore di esistere,
la disabitata tristezza di conoscersi.
Forse il tuo amore, ora
è in questo breve margine:
nel ritornarmi un addio negli occhi
oltre l’impossibile,
oltre un morire silenzioso e immane

Ed io non so se piangerne o sorriderne

Leopoldo Attolico

 

IL GIORNO PARLA

L’alba mi riconduce
al tuo respiro.
Il sole, al tuo volto
con lo sguardo acceso.
La pioggia alle lacrime
che mai hai versato.
Le raccoglierò
nel calice dei giorni
che non hai vissuto.
Ne farò perle
per un’ostrica inviolata.
Il giorno mi parla
con la tua voce profonda.
Conserverò ogni parola
per intrecciare ghirlande
sulla porta.
E quando sarai sulla soglia
i baci d’addio e d’incontro
ne attingeranno profumo.
Quei baci sottesi
nel saluto della sera
che attende una nuova luna.
La notte indovina il tuo corpo
e lo pone accanto al mio.
Ne cercherò i fianchi
per innalzarne colonne,
ritroverò braccia d’oro
per costruirne pagode,
seguirò in silenzio la tua bocca
per rientrare nel cuore della vita.

Franca Palmieri

 

LONTANO

Quando non sei tra letto e ingresso
e sui gradini del nostro rinunciare
anticipo il segreto della porta
proprio allora più che mai
entro in noi
spaccatura della mela
ultima carezza sorridente tra i fornelli.
Annoiano in tv i mediocri amori
finisco per cambiare passo e stanza
nell’angolo di cielo e muro
leggo con la tua voce fuori campo.
Sarà una notte navigabile?
Lontano assegnano luci al vago
dal tuo albergo scorgi una spiaggia
che non sarà mai mia:
qui ugualmente cala il fuggevole
si placa la voracità del mondo
su noi sdraiati insonni a frugare
lettere e baci tra i cuscini.

Antonella Jacoli

 

INCERTEZZE

D’improvviso
hai infranto i miei argini.
Tra le ciglia socchiuse
non ti ho riconosciuto.
Sei davvero tu l’amore?

Maria Antonella D’Agostino

 

COME UN FIORE AL MATTINO

Come scende la sera
dietro la scala di rosa
si obbliga alla pace
dentro il ritmo dell’aria.
Un lontano chiarore
abdica confuso
alla notte futura
di un incontro d’amore.
Fiore d’incanto
dentro teli profumati
proietti segnali di magia
nel vapore prezioso di un alito.
Al sapore delle tue labbra
condensi piacere divino,
nel calore di un abbraccio
disegni sogni e tranelli.
Mattino nuovo
è il tempo che ci ritrova
confusi nel sapore
di mani e corpi infiniti.

Maurizio Alberto Molinari.

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