Quattro inediti di Meth Sambiase

finestra

Le torce esistono ancora
e perforano bui nordici e giardini d’inverno
spiagge mediterranee di notte
dove si approda e si viene setacciati dalla luce
ora la carne è un alfabeto liquido
le vocali si liberano dalle lingue
ora si è fuga e faro insieme
fino ad esser per sempre muti e nudi
il proprio doppio intrappolato in una riva.

***
Il vento trasporta i nomi
li gira li spira
e ho visto l’invisibile giro del mondo
la pioggia nei miraggi
il deserto e l’antica rosa dei mondi
che come vento mi attraversa
mi mischia e mi sottrae dalla superficie
quasi ad essere un niente
un’altra in un altro.

***
Véstiti di piume e mosaici colorati
più starai
in amate grandi braccia a guarire
meno che il tempo
sarà una rapsodia
o una polvere
che plana a manciate.

Così, è felice d’essere animale
un flusso, un raggio
che proviene dalle Pleadi o dallo specchio
e chiede come ci si trasfoma
restando immobile
in una stella implosa
ecco perché il suo dolore è nano
si traccia in un sestante con una penna
o con un osso sacro.

***
(per Else L-S)
Torno a vivere viva
con i miei sognagli neri
che hanno il chiasso degli inverni,
i risvegli dei letarghi
che scorrono nelle grondaie
una musica bruna che gocciola
molecole di neve e gatta
mi vedo,
pelo ed occhi avvolti d’acqua
pelle di frumento e scintille
mi addenso fra muri di ghiaccio
che conoscono così tanti segreti
un’infinità
di rovesci e guaiti e muscoli bassi
creatura e madre linfatica
per sempre frazione
stagione peccante ed impigliata di vita.

(inediti tratti dalla raccolta Tourisiana, lavoro segnalato al premio Fortini 2013)

Meth è Simonetta Sambiase. Studi artistici (Michele Sovente come docente di Letteratura contemporanea) e la passione della scrittura. Pubblicista, impiegata part-time, è vicepresidente dell’associazione culturale Rainstars di Rovigo. Ha curato il progetto culturale di Duplice complice, Senza abbassare lo sguardo, Fibrarosa (Biblioday 2012 di Reggio Emilia), l’operato poetico di Cose Salve (marzo 2013, insieme a Pina Piccolo, sul terremoto dell’Emilia) e ha collaborato a Il Cielo di Lampedusa (Modena novembre 2013). Cura insieme a Federica Galetto la collana Exosphere. Fra i suoi lavori editi Coniugazione singolare con la postfazione di Milo De Angelis, vincitore del Woman in Art 2011 e del XX premio Poesia e Donna di Roma, la Plaquette I quaderni dell’agnizione, con il contributo dell’associazione Lucaniart e la prefazione di Lorenzo Mari e Leporis (in)canti matrigni, 2° posto Città di Fucecchio 2012 e 5° al Polverini 2012. Il libro d’esordio è stato Una clessidra di grazia, 3° posto del premio Polverini 2011. E’ stata segnalata al premio Giorgi, al premio San Vitale di Bologna e al Premio Fortini (II e Iv ed). Finalista di Verba Agrestia 2012 e 2013; è stata scelta nel concorso per la V edizione di 8 poetesse per l’8 marzo e il premio Alessandro Tassoni 2013. Varie partecipazioni in antologie, fra cui l’antologia dei 100thousand poets for change, gruppo di cui fa parte nel suo territorio regionale e varie antologie su tematiche sociali. In rete, i l suo blog è Il Golem Femmina e collabora con il blog Carte Sensibili.

9 commenti
  1. Dirò quello che provo, presa da questi versi, che non guidano il lettore verso un porto sicuro, lo spingono alla deriva, verso l’esperienza del naufragio, verso il dissolvimento del proprio involucro esteriore e ci si ritrova “muti e nudi”, soffiati, spinti dal vento verso un approdo incerto dove ci si riscopre animale e anima.
    Complimenti, Meth!

    • Nella poesia di Meth Sambiase mi sembra di cogliere una rilettura attuale della poesia di un Dylan Thomas adattata alla tradizione italiana del secondo Novecento, in particolare della poesia del primo De Angelis, quello intendo di “Somiglianze”, il folgorante libro d’esordio del poeta milanese. Fondamentalmente è una procedura che mira a scompaginare l’ordine sintattico che lega il sostantivo all’aggettivo e il sostantivo da un altro sostantivo, produrre una accelerazione delle giunture mentali e dei collegamenti interstiziali tra gli atomi del discorso poetico, cioè le parole, che vengono sussunte in un telaio lessicale interrotto da molteplici fratture. È una strada interessante ma che richiede una grande quantità di combustibile immaginifico e lessicale, un grande impiego di immagini e di metafore, è una strada difficile assai, lastricata di buche e di anfratti ma che ha anche la possibilità di raggiungere risultati ragguardevoli.

  2. “… una grande quantità di combustibile immaginifico e lessicale,”
    Ricchezza d’immagini e di metafore certamente, ma di lessico non mi è sembrato, poiché nelle poesie qui pubblicate non c’è un lemma che esuli dal linguaggio di tante poesie di molti poeti.
    Tuttavia sono poesie pregevoli appunto per la capacità immaginifico-metaforica della poetessa.
    Giorgina Busca Gernetti

  3. Grazie. In primis a Luciano Nota che mi ha portato nel suo laboratorio. Grazie a Maria Grazia e Liliana: so della loro propensione all’uso naturale della verità critica e quindi non posso che ringraziarle per la loro benevolenza. Faccio la conoscenza “ufficiale” di Giorgio Linguaglossa, che ringrazio non solo per l’attenzione concessa(mi) ma soprattutto per l’incardinamento critico così preciso e contemporaneo del suo commento, di cui farò tesoro. Benvenuto anche per Giorgina Busca Gernetti che invece non conoscevo affatto. Benvenuta signora Giorgina nelle me parole. La saluto anch’io con una verità (assoluta): io non somiglio a nessuno\nessuna.

  4. Gentilissima Meth, la ringrazio per le sue parole di saluto e benvenuto così gentili e misurate. Anch’io non assomiglio a nessuno/nessuna: sono solo me stessa. Non vorrei essere stata fraintesa nella mia espressione sul suo lessico, ma non voglio dilungarmi qui, esprimendo piuttosto il mio piacere d’aver fatto la sua conoscenza.
    (per favore, non mi chiami “signora”).
    Giorgina Busca Gernetti

  5. “ecco perché il suo dolore è nano
    si traccia in un sestante con una penna
    o con un osso sacro”

    La cifra della Poesia di Meth Sambiase è efficacemente resa in questi versi, summa di tutti gli altri. Immaginifici, pregni di forza che spinge fuori le parole a fiotti, come ideali sanguinamenti dell’anima mai immobile. La sua vena non è nè l’astrusità lessicale nè un rimando ad altre scritture; è solo la sua personalissima percezione di un mondo troppo martoriato eppure ricco di vita e meraviglia. La semplicità unica di chi ascolta scorrere un fiume mentre in cielo si prepara la tempesta. Grazie della proposta e complimenti all’autrice.

  6. come vento mi attraversa
    mi mischia e mi sottrae dalla superficie

    Lettori più autorevoli di me hanno già detto tanto, mi limiterò a notare come questi due versi descrivono benissimo la sensazione che mi dà la tua poesia.

    Annamariangiannini

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