Tradire, tradurre, interpretare o assimilarsi? Spunti da cinque versioni italiane di “Itaca”, di Konstantinos Kavafis, di Furio Durando

Questa nota trae origine dal recentissimo (29 settembre 2017) intervento di Maria Grazia Ferraris su La presenza di Erato. In esso compare il finale della traduzione della sublime Itaca di Konstantinos Kavafis (1911) ad opera di Filippo Maria Pontani, edita anche nel prezioso Poeti greci del Novecento nei “Meridiani” Mondadori (Milano, 2010). Casualmente mi sono… Continue Reading


“Il notare e mai concludere”: Konstantinos Kavafis. L’inventario urbano in simbiosi eucaristica con le vie omoerotiche del filiale sentire, di Michele Rossitti

Montale l’ha detto “alessandrino” ma la parentela di Kavafis con l’uso del greco nel suo presunto anacronismo tematico eccede. Vacanza regalata a Callimaco e Meleagro avvantaggia la poesia preferita della “cosa” nei confronti della predilezione per la “parola”. La tecnica di sforbiciare l’armamentario sfarzoso di rime e similitudini, perpetrato dal poeta durante la prima decade… Continue Reading


Costantino Kavafis, “Il sole del pomeriggio”, Biblioteca dei Leoni (LCE Edizioni) – 2014 – Traduzione di Tino Sangiglio e Paolo Ruffilli

Lontano dalla grande poesia europea coeva, che conobbe ma non imitò, Costantino Kavafis si è ispirato al mondo ellenistico pagano che ad Alessandria, sua città natale e in quegli anni ombelico del mondo, celebrava gli ultimi fasti. E l’adesione all’ellenismo non era dettata solo da una contiguità culturale d’eredità e di sangue, ma dalla convinzione… Continue Reading