Dieci poesie inedite di Corrado Calabrò

Altalena Il mio amore sale e scende come il sole giornalmente.* * (Elaborazione della poesia Sol di Jaime Sabines, da Al téquerreteque, Editorial Secretarìa de Educaciòn Pùblica)  My amor sale y declina  Como el sol diariamente   Disinformazione Che ne è della stella che si è spenta? Della cometa che doveva cingerla? E dell’angelo che ha dimenticato chi e… Continue Reading


Premio letterario “L’albero di rose” prima edizione: vincitori e segnalati. Sezione poesia inedita, primo classificato: Onofrio Arpino, “Ritorno”.

RITORNO Vengo a trovarti di maggio senza fiori di cortesia. Non c’è luogo dove trovi più accoglienza il palco degli assenti. Vivrò la festa con i tuoi occhi, i miei sono frantumati tra le stelle. Avresti dovuto vedermi – allora – nel giogo dei cento bovi o quando scortecciavo a nudo l’anima del Maggio. Il… Continue Reading


Premio letterario “L’albero di rose” prima edizione: vincitori e segnalati. Sezione poesia inedita, terzo classificato: Sergio Gallo, “Pinus leucodermis”.

PINUS LEUCODERMIS Non alla vostra folle giostra il mio spirito appartiene ma alle creature del bosco e a quelle d’alta quota: al gufo, al nibbio, al falco al driomio, alla martora, al gatto selvatico al lupo, alla luna, alla notte al vento che spira dal mare al vento che soffia dal monte. Non alla vostra… Continue Reading


Premio letterario “L’albero di rose” prima edizione: vincitori e segnalati. Sezione poesia inedita, segnalazione: Paolo Polvani, “Il pino della ferrovia”.

IL PINO DELLA FERROVIA Lungo la ferrovia, il pino solitario dalla fervida chioma affonda le dita nel sogno di un perimetro di acque. Ubbidisce ai capricci del vento, scompiglia la cornice del cielo. L’alfabeto oscuro delle radici suona una musica segreta. Un brulichio di stelle dentro un silenzio freddo, acuminato, è il mobile sfondo stagionale,… Continue Reading


MATERA, poesia inedita di Marco Onofrio

MATERA Cavea metafisica del tempo. Forma di un mistero che risale. Golgota, musica ancestrale. Croce trafitta nel sole della tribolazione. Lacrime nella roccia, i Sassi sono carie di una bocca spalancata sull’origine del mondo fino ai grandi abissi.


Tre poesie inedite di Maria Grazia Di Biagio

  Le mancanze si addensano sui fili delle rondini come per un’attesa. Fumano il narghilè col tempo discorrendo del meno che pesa nella fissità del posto. Un assolo di nebbia tace il rossore esausto dei filari. Del diroccato mio castello – in aria – butto le chiavi al drago.