IL PINO DELLA FERROVIA Lungo la ferrovia, il pino solitario dalla fervida chioma affonda le dita nel sogno di un perimetro di acque. Ubbidisce ai capricci del vento, scompiglia la cornice del cielo. L’alfabeto oscuro delle radici suona una musica segreta. Un brulichio di stelle dentro un silenzio freddo, acuminato, è il mobile sfondo stagionale,… Continue Reading
Cinque poesie di Luciano Nota da “La luce delle crepe”, EdiLet – luglio 2016
LE COSE VISTE DALLE CREPE Le cose viste dalle crepe sono enormemente più belle. Le scorgo diverse, libere da impegni. Non hanno peso, ma riposo. Stanno sopra il capomastro. Mai voltarsi, mai centrarle. Sono stive e per questo assai più vive. IL PIÙ GIUSTO GESTO Fu il più giusto gesto ingrandire il cuore posizionare… Continue Reading
Sei poesie di Gian Luca Ercolani
Non ho parole da scrivere a sera Non ho parole da scrivere a sera quando la notte risveglia i fantasmi e le stelle si spengono e di veli piano s’adorna lassù la mia luna. Non ho sorrisi da spendere ancora e dalla sponda di un letto disfatto m’allontano indolente e bestiali carnali profumi ammorbano l’aria.… Continue Reading
Uno sguardo critico ai versi di un poeta siciliano: Francesco Lioce, di Giorgio Taffon
In vista della prossima sua raccolta poetica che uscirà entro pochi mesi per l’editore Marco Saya, al quale diversi autori devono molto per la sua attenzione e sensibilità, mi sembra opportuno offrire ai lettori della rivista alcune annotazioni sul primo libro di Francesco Lioce, La nera fedeltà dell’ombra (Roma, Giulio Perrone, 2013), vincitore del Premio… Continue Reading
“Giuseppe” poesia inedita di Francesco M. T. Tarantino
GIUSEPPE Mi ha raccontato un angelo stasera che ti ha visto arrivare e domandare: «qual è la strada per il paradiso, non una qualunque ma quella vera, dove poter andare e riposare senza giorno né notte e né sorriso?» Si spense ogni rumore e il tuo viso conobbe il transito che non lascia ombra, qualunque… Continue Reading
“L’olivo” di Donato Loscalzo, postilla di Donato Antonio Barbarito
l’olivo sotto questo olivo non per primi trovammo riparo dalla notte. nel tempo cantarono indistinti i coglitori, tagliarono le fronde ora ci siamo noi, lo stesso cielo, ma tace ogni fremito e risuona lo scuotersi di rami a questa vita poi il vento tornerà alla sua corsa, disperderanno altri nuove voci, accenti di antiche incomprensioni
MATERA, poesia inedita di Marco Onofrio
MATERA Cavea metafisica del tempo. Forma di un mistero che risale. Golgota, musica ancestrale. Croce trafitta nel sole della tribolazione. Lacrime nella roccia, i Sassi sono carie di una bocca spalancata sull’origine del mondo fino ai grandi abissi.
“La nostalgia dell’infinito. Antologia poetica con inediti 2001-2016” di Marco Onofrio (Ensemble, 2016), letto da Francesca Di Castro
«Io vedo l’invisibile, io sento…» (da Ora è altrove: “Ai bordi delle nuvole”) scrive Marco Onofrio chiudendo la sua poesia “Ai bordi delle nuvole”. «È la soglia epifanica del tempo»: ai bordi delle nuvole i sentieri «cominciano nel vuoto» e «sfumano nel vento»… Il tempo, l’infinito, il vuoto, le nuvole: strade maestre rivelatrici delle poesie… Continue Reading




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