Anche J. L. Borges, il famoso scrittore argentino, fa parte del novero di quegli scrittori che avendo conseguito fama e successo con le sue opere in prosa viene trascurato nella rivisitazione della sua opera poetica. La poesia dà inizio e conclude la sua opera di scrittore. Nel mezzo ci sono i suoi saggi ed i… Continue Reading
Una poesia di Mario M. Gabriele da “In viaggio con Godot” (2017), commento di Giorgio Linguaglossa
Prendiamo una poesia di nuovo genere, diciamo una poesia della «nuova ontologia estetica», una poesia di Mario M. Gabriele, tratta dal suo ultimo libro, In viaggio con Godot (Roma, Progetto Cultura, 2017). Vorrei proporre delle considerazioni che improvviso qui che non vogliono avere il carattere di una critica esaustiva ma di offrire indizi per una… Continue Reading
Il contenuto in poesia, di Domenico Alvino
Mi si consenta qui di discutere di certe cose che a mio giudizio toccano i fondamenti di ogni possibile poetologia. Credo che, in primo luogo, sia utile qualche riflessione su che cosa si debba intendere quando si parla del contenuto in poesia, che è quanto dire del senso. Si consideri l’asserto, tanto diffuso quanto semplicistico,… Continue Reading
Tre poesie di Tonino Guerra, nota di Claudio Marabini
Tonino Guerra informa che la sua poesia dialettale nacque nei campi di prigionia, gomito a gomito con alcuni compaesani. Nacque indubbiamente nel segno della nostalgia; ma soprattutto Guerra scopriva un mondo dai caratteri compiuti, nel quale il rimpianto diviene lacrima bruciata. Si può far coincidere quel mondo col paese natale (Santarcangelo, presso Rimini) e… Continue Reading
Tre poesie di Albino Pierro, nota di Giovanni Gaglio
Avviatasi in tono minore, con le prime raccolte in lingua (Liriche, 1946; Mia madre passava, 1955; Agavi e sassi, 1960), la poesia di Albino Pierro ha trovato risultati di considerevole livello nelle liriche in dialetto pubblicate dopo il 1960. Non cambiano i temi tra i due momenti. L’impiego del dialetto è legittimo, scrive Maria Corti,… Continue Reading
Note a Friedrich Hölderlin, di Roberto Taioli
Friedrich Hölderlin: l’originario appare solo nella sua debolezza, nel suo = 0. Il “celato” è a fondamento di ogni natura. Paradossalmente, dice Hölderlin, la “debolezza della natura rappresenta la sua “dote più forte”. Dalle parole di Hölderlin, piuttosto criptiche ed enigmatiche, sembra di capire, che il fondamento della poesia sia nel lato inespresso e debole… Continue Reading
Giovanni Orelli e il suo “allegro espressionismo”, di Maria Grazia Ferraris
“..sono Bubka che soffia,sbuffa/ in pista alla rincorsa per il salto con l’asta/ …Calandrino che nella corta buffa/ con le tre carte da un diavolo è giocato….Sono Arlecchino:/ tra calci in culo- aut aut- o schiaffi in faccia/ tertium non datur! Elegge la minestra; sono Caino/ randagio…Bertoldo diffidente…Socrate che al destino Santippe apre le braccia.”… Continue Reading
Due poesie di Werner Aspenström. VERSO UNA NUOVA ONTOLOGIA ESTETICA. Il «tempo interno» in Poesia: Che cos’è un oggetto? Che cos’è una «cosa»? E come si fa ad entrare dentro la «cosa»? Di Giorgio Linguaglossa
Proviamo ad avvicinarci ad una idea inconsueta, all’idea di far diventare gli «oggetti», «cose». Forse siamo troppo adulti, troppo abituati a considerare le «cose» gli equivalenti degli «oggetti» che non sappiamo più la differenza tra gli «oggetti», e le «cose». Che cos’è un oggetto? Che cos’è una «cosa»? E come si fa ad entrare all’interno… Continue Reading




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