“I colchici”, “L’addio”, “Passano lente così le ore…”, tre poesie di Guillaume Apollinaire

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Apollinaire era un grossissimo personaggio: in ogni caso, come non ne ho più visti dopo di lui. Un po’ stralunato, questo è vero. Era il lirismo fatto persona. Si trascinava dietro il corteggio di Orfeo. Era il campione della poesia-avvenimento, cioè l’apostolo di quella poetica che richiede a ogni nuova poesia di essere una riflessione totale delle capacità del suo autore, di correre la propria avventura fuori dalle strade già battute, in spregio delle conquiste realizzate in precedenza. Come metteva in guardia contro i luoghi comuni che dovevano esserci così poco risparmiati dopo di lui!… Si era scelto per motto: “Io meraviglio”, e stimo ancor oggi che da parte sua non fosse un pretender troppo, armato com’era di una cultura così vasta, che era quasi il solo a possedere in campi particolari (il campo dei miti e di tutto ciò che fa capo alla grande curiosità, allo stesso modo di ciò che giace nell’ “inferno” delle biblioteche) senza mostrarsi per questo meno aperto all’avvenire. Non contento di sostenere le imprese artistiche più audaci del suo tempo, aveva provato il bisogno di integrarsi a esse, di mettere al loro servizio tutto il sapere, l’ardore, i raggi di cui disponeva.

André Breton

Les colchiques

Le pré est vénéneux mais joli en automne
Les vaches y paissant
Lentement s’empoisonnent
Le colchique couleur de cerne et de lilas
Y fleurit tes yeux sont comme cette fleur-la
Violatres comme leur cerne et comme cet automne
Et ma vie pour tes yeux lentement s’empoisonne

Les enfants de l’école viennent avec fracas
Vêtus de hoquetons et jouant de l’harmonica
Ils cueillent les colchiques qui sont comme des mères
Filles de leurs filles et sont couleur de tes paupières
Qui battent comme les fleurs battent au vent dément

Le gardien du troupeau chante tout doucement
Tandis que lentes et meuglant les vaches abandonnent
Pour toujours ce grand pré mal fleuri par l’automne

 

I colchici

Il prato è velenoso ma leggiadro in autunno
Le mucche pascolandolo piano piano si intossicano
Lì il colchico fiorisce colore d’ombra lilla
Ombrati di viola come questo autunno
A un fiore come quello i tuoi occhi assomigliano
E per loro pian piano la mia vita s’intossica

Chiassosi e infagottati i bambini di scuola
Arrivano soffiando nelle armoniche
A cogliere i colchici somiglianti a mamme
Figlie di figlie identiche e del medesimo colore
Delle tue palpebre inquiete come al vento folle i fiori

Canta un canto sommesso il guardiano del gregge
E lente le mucche lasciano muggendo
Per sempre il grande prato mal fiorito d’autunno.

 

L’adieu

J’ai cueilli ce brin de bruyère
L’automne est morte souviens-t’en
Nous ne nous verrons plus sur terre
Odeur du temps brin de bruyère
Et souviens-toi que je t’attends

 

L’addio

Ho colto questo briciolo d’erica
L’autunno è morto ricordalo
Non ci vedremo più su questa terra
Odor del tempo filo di brughiera
E io t’aspetto ricordati

 

Que lentement passent les heures…

Que lentement passent les heures
Comme passe un enterrement

Tu pleureras l’heure où tu pleures
Qui passera trop vitement
Comme passent toutes les heures

 

Passano lente così le ore…

Passano lente così le ore
Come passa un funerale

Rimpiangerai l’ora di questo pianto
Che troppo presto passerà
Come passano tutte le ore

(Traduzione di Vittorio Sereni)

appollinaireGuillaume Apollinaire, pseudonimo di Wilhelm Apollinaris de Kostrowitzky, poeta e scrittore francese (Roma 1880-Parigi 1918). Protagonista ormai mitico dell’avanguardia novecentesca, fu animatore del movimento cubista e precorse il surrealismo. Divenuto attivo animatore del gruppo di artisti che faceva capo a Picasso e Braque, Apollinaire non si limitò a difendere e a codificare il cubismo pittorico, ma si sforzò altresì di trasportare i principi nella poesia. Nel 1913 esce la silloge poetica Alcools e nel 1918 Calligrammes , prime anticipazioni di quella che sarà poi la scrittura meccanica dei surrealisti. In questa raccolta Apollinaire si sforza di esprimere visivamente, con il disegno delle strofe, le immagini poetiche.

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