Tre poesie di Philippe Soupault

Philippe Soupault, poeta e saggista francese, nasce a Chaville nel 1897. Attento lettore di Rimbaud, stringe amicizia con André Breton , Paul Éluard  e Louis Aragon, con i quali si occupa dell’avanguardia nascente: il dadaismo. All’ideologia di questo movimento, al suo gusto nichilista, si ispirano le prime raccolte, Aquarium (1917) e Rose des vents (1920).… Continue Reading


“I colchici”, “L’addio”, “Passano lente così le ore…”, tre poesie di Guillaume Apollinaire

Apollinaire era un grossissimo personaggio: in ogni caso, come non ne ho più visti dopo di lui. Un po’ stralunato, questo è vero. Era il lirismo fatto persona. Si trascinava dietro il corteggio di Orfeo. Era il campione della poesia-avvenimento, cioè l’apostolo di quella poetica che richiede a ogni nuova poesia di essere una riflessione… Continue Reading


Tre poesie di Benjamin Péret da “Io non mangio di quel pane”, Matisklo Edizioni, a cura di Carmine Mangone

Nel gennaio del 1936, la tipografia parigina “Impressions diverses” dà alle stampe un piccolo libro, rilegato come un breviario, che raccoglie ventotto composizioni in versi del poeta surrealista Benjamin Péret. Il libretto in questione, impreziosito da un’acquaforte di Max Ernst, porta un titolo perentorio e quasi programmatico: Je ne mange pas de ce pain-là (“Io… Continue Reading


Max Ernst: il riconoscimento dei diritti delle coppie animali nella legislazione artistica del Novecento, di Michele Rossitti

Il ready made dadaista rifletteva sul valore contestuale in cui strumenti comuni vengono mostrati allo scopo di conferire loro valore d’opera. Gli oggetti surrealisti condividono con Duchamp la critica feroce alla funzionalità delle macchine per contraddirne paradossalmente l’uso normale. Gli “objects trouvés” assumono la valenza psicologica di essere disponibili nelle case in misura maggiore e… Continue Reading