Stefania Libardo, “Portami dentro te”, Albatros Edizioni – 2015, letto da Dante Maffia

copStefania Libardo è veneziana, ma vive a Roma. La sua attività è complessa e frenetica grazie ai molti incarichi che lei espleta con doverosa passione. Attualmente lavora presso la Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus. Questa doverosa passione Stefania la porta anche nella scrittura che questa volta è narrativa. Portami dentro te è un romanzo intrigante e ben congegnato in cui compaiono tre donne, Nina, Viviana e Anna, con caratteri diversi, con personalità distinte ma che a un certo punto danno l’affresco di una situazione attuale che ferma  la condizione esistenziale di percorsi abbastanza complicati. Stefania è brava nel delineare i tre percorsi  e a raccontare le vicende di ognuna. Così di Viviana apprendiamo che è una donna brillantissima in carriera, una che sa il fatto suo e si muove disinvoltamente in ogni ambiente. Ha scelto un uomo, Matteo, che crede di forte tempra e che invece dimostra di perdersi nei piccoli rigagnoli delle dipendenze e dei sotterfugi; Anna invece è una romanticona che crede alle belle parole, che si abbandona a una relazione virtuale fino a rendersi succube di Fabio. Nina vive nell’ambiguità di due relazioni, nel torbido di vicende che non le permettono d’essere se stessa. Come si vede, tre figure femminili con una loro tempra e una loro vita densa di rapporti e che danno l’idea delle mille sfaccettature in cui il mondo femminile viene a trovarsi ogni qual volta si lascia andare e crede alle vane promesse degli uomini. Ma non è un libro femminista che fa delle accuse agli uomini, la scrittrice sa indagare con linearità nella psiche di ognuna e ne trae delle emblematiche esistenze alle quali guardare per crescere insieme. La mano di Stefania Libardo è felice nel tracciare i caratteri delle tre donne, ma non trascura neppure il disegno dei protagonisti minori. La sua scrittura è godibile e trascina, come dovrebbero fare sempre i romanzi invece di andarsene per i campi, come suol dirsi. Quel che mi interessa comunque è il modo in cui Stefania sa entrare nelle vicende, come le sa sbrogliare, come le sa narrare. Un dono che prende dalla vita senza affogarlo nelle sovrastrutture intellettualistiche e nelle pastoie teoriche, come invece sta accadendo nel panorama odierno troppo pieno di falsi idoli e di scritture pretestuose.

Dante Maffia

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