Roberto Piperno, “Andare per giorni”, Edizioni Tracce – 2014, letto da Dante Maffia

RobertoPipernoRoberto Piperno è sulla breccia da oltre quarant’anni, con una passione rara, con un interesse che ha sempre dimostrato tra l’altro dedicandosi all’organizzazione di eventi ormai storici come “Mediterranea”, “Roma Poesia”, “L’isola dei poeti”, per citarne soltanto alcuni. La sua poesia, all’apparenza liscia e piana, nasconde un impegno etico di altissimo livello, tanto che molte sue pagine hanno il piglio del migliore Karl Kraus. Lo studio introduttivo di Plinio Perilli, ben ventuno pagine,  è illuminante e direi esaustivo per portarci all’interno di un mondo che cattura sia per gli argomenti e sia per lo stile. Piperno non è poeta che si affida alle suggestioni del significante egli punta a realizzare un discorso che possa dare al lettore stimoli per la sua crescita, che possa spingerlo alla meditazione, alla riflessione. Sarebbe molto interessante seguire passo dopo passo lo scritto di Perilli per rendersi conto che ha ragione, le sue affermazioni, infatti, sono frutto di analisi esercitate sui testi ed evidenziano la portata di una poesia davvero rilevante sia per gli aspetti estetici e sia per le argomentazioni. Bastano poesie come Caino o come 1943: Allarme bombardamento a Trastevere, All’incontro di Primo Levi per farci capire fino in fondo la sostanza di un discorso poetico che sa ripristinare le inquietudini eterne dell’uomo. Piperno non gioca con le parole, ne conosce il peso e la pericolosità e perciò le adopera con religiosa circospezione, dando ad ognuna lo spazio adeguato, l’energia necessaria. Di conseguenza ogni verso è sintesi di mondi e di vicende che costantemente vanno rivissute per evitare la dispersione o l’ottundimento. “L’intonazione delle parole / anche più soffici / svela diversi ascolti in chi le orecchia / dirette come petardi / anche se dolci e miti…”. Poeta consapevole, dunque, di ogni accento, di ogni sfumatura, poeta che conosce la rabbia e la pietà, l’angoscia e il perdono, che conosce il valore inestimabile della memoria.

Dante Maffia

 

Ab initio stabat absurdum
quando le pietre rotolavano
senza né segni né rumori
e il mare non si componeva d’acqua
ma di suoni sciolti
da ogni ascolto
e allora del tutto
si scomponevano luci nel buio
e nessuna voce c’era
né umana né silvestre

*

siamo memoria
accumuli di esperienze selezionate
da imprevedibili
incontrollati istinti di piacere
e di sopravvivenza
di incomprensibili paure
con istanti di ragionevoli certezze
anche i rifiuti dal passato
infanzia nascosta e il Nove di Av
ci guardano e ci riconoscono
parte di sé
immagine più completa
della nostra persona
che si trasforma all’istante
senza mai perdersi

Roberto Piperno

 

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...