Cinque poesie di Silvia Rosa da “Genealogia imperfetta”, La Vita Felice – 2014

silvia rosa copertina

IL LARICE

Il larice si spinge – in verticale –
oltre l’origine del verde
proviene dalla terra
da un inciampo di zolle molli
che si tengono strette
strette ai sassi e alle viole
a un grumo bianco di petali
che occhieggiano appena più in basso
non conoscere il nome
delle cose, non conoscere
non ricordare il nome
delle cose, è così vedi
che si smarrisce la distanza da qui
alla terra e l’origine è un silenzio
primordiale e dal nulla
è la provenienza, solo corpo senza storia
in mezzo ad altri corpi di foglie
e linfa, una voce verde che cede
consistenza al vento, domanda
dove andiamo? intanto che il giorno
si fa corteccia scura e poi più livida,
si resta immobili in questo andare
una definizione precisa di se stessi
il riassunto di secoli di vita
biascicata a memoria d’uomo,
è così vedi, esistere è un sussurro,
l’ombra rapida di una nuvola
che nasconde la luce caduta in sorte
al centro di un bosco d’intenzioni,
il larice ripetuto simile fino al fosso
al forse che scorre al lato del sentiero
e i passi seminati incespicano

nel vuoto non resta neppure un’orma.

 

MI COLANO GLI OCCHI

Mi colano gli occhi
in questa tazza di caffè amaro,
gli occhi con tutte le parole
che dicono occhi e tazza e caffè amaro,
con tutte e due le mani
che stringono la tazza e sfiorano le labbra
e vedono nel nero liquido di quest’alba
gli occhi galleggiare come due pesci morti
in una pozza d’acqua sporca,
e la bocca appesa al bordo della tazza
si affaccia al vuoto e inghiotte nero
alba mani e occhi, e quando inghiotte
gli occhi, tace.

 

ESISTERE

In principio era il dire
quel pronunciare incerto
e conclusivo il testo
verso dopo verso, era quello
che osservavi al microscopio
del tuo desiderio
desiderando cosa, se non
di possedere la matrice
viva la struttura fino
alle fondamenta del mio
essere per la parola tutta,
un poco più di niente il resto.
Poi è stato breve il precipitare
dall’impalpabile pensiero
incarnato appena
all’alfabeto delle mani,
che hai svelato piano piano
spingendo le parole via
come un vestito scivolato giù
alle caviglie, di cui liberarsi
per aderire infine al mio
silenzio esausto, e adesso
che di ogni mia parola puoi
riconoscere, esattamente,
il volto, adesso
che ogni pausa ha perso
il suo segreto tra le labbra
che mi cerchi a labbra aperte,
adesso cosa resta di quel desiderio,
se non la resa senza appello:
– sono trasparente –
ti ho consegnato l’origine
della mia nudità tra un incipit
ed una chiusa a effetto, sono
il verbo che si declina
vulnerabile e aspetta di tornare
ad essere la riscrittura di se stesso,
allo schiocco della tua lingua,
esistere.

 

TI HO GUARDATO GLI OCCHI

Ti ho guardato gli occhi, certo,
così simili ai miei
nelle curve delicate dei silenzi,
un taglio netto a tutto
quell’azzurro così feroce,
una promessa di nocciola
tra i resti di sorrisi appesi
ruga dopo ruga un po’ all’ingiù
per ricordarmi di ancorare
i miei pensieri a terra, cardine
e spazio di un respiro nuovo,
ma soprattutto il modo
con cui attraversi a passi fieri
l’idea stessa di un cammino,
hai le spalle dritte e sembri così quieto
che se ho temuto già una fine
è questa: non starti più vicino
mentre dai fiato buono
a quest’andare, e non importa dove,
ti ho guardato camminare e all’improvviso
non ho più avuto voglia
di voltarmi indietro.

 

PER LA BAMBINA COL VOLTO UGUALE DELLA NOTTE

I padri sono morti tutti, i maestri sono muti,
gli amanti sono briciole minuscole sul cammino
che porta al fosso ricamato di ortiche, spine
di rovi, sassi appuntiti acuti come un grido.
Il ventre si ricopre di lavanda, lento adagio,
e cresce madre di se stesso e mette gemme viola
per la bambina col volto uguale della notte
per il suo pianto asciutto inconsolabile.
La mano non cerca più carezze, ma scrive
scrive solo, scrive dei padri e dell’abbandono,
dei maestri con labbra d’oro che tradiscono
lezioni, strappando la radice di ogni gesto
piegando il vero al dolo d’illusioni, scrive degli amanti
che non sanno amare, nella lontananza issata
come una bandiera per dirsi liberi di andare
e tornare – col vento nuovo di ogni nuova assenza – ,
scrive del battito del cuore nascosto in una bara,
a decantare sangue e vita, sotto terra, e l’attesa
tenera di un’altra fioritura, nei seni infantili
all’improvviso la forma sicura di una donna.
(I padri sono tutti morti, le figlie camminano
senza talloni vanno avanti, vanno incontro
alla stagione dei ricordi, di quando erano piccole
così come piccoli aquiloni, le spalle dritte
– soldatini – ora che salvano gli sguardi candidi
da ogni delusione, ora che smettono di vegliare tombe
e corrono, corrono lievi, con il solo nome
nelle tasche vuote.)

foto silvia rosaSilvia (Giovanna) Rosa nasce nel 1976 a Torino. Laureata in Scienze dell’Educazione, ha frequentato il Corso di Storytelling della Scuola Holden di Torino. Suoi testi poetici e in prosa sono apparsi in numerosi siti, blog letterari, riviste e in volumi antologici editi tra gli altri da Perrone Editore, LietoColle, Edizioni Smasher, Lite Editions, Limina Mentis, Osteria del Tempo Ritrovato, Fara Editore. È autrice del saggio Italiane d’Argentina. Storia e memorie di un secolo d’emigrazione al femminile (1860-1960), Ananke Edizioni 2013 (II ediz. 2014); delle raccolte poetiche Genealogia imperfetta, La Vita Felice 2014, SoloMinuscolaScrittura, La vita Felice 2012  e “Di sole voci“,  LietoColle Editore 2010 (II ediz. 2012); del libro di racconti “Del suo essere un corpo“, Montedit Edizioni 2010. Ha all’attivo diverse collaborazioni nel campo delle arti visive e la pubblicazione di e-book fotopoetici, tra cui “Iridescenze” Migranze E-edition 2012 (con immagini di Romina Dughero) e “Corrispondenza (d)al limite [Fenomenologia di un inizio all’inverso]”, Clepsydra Edizioni 2011 (con immagini di Giusy Calia).

 

 

Annunci
1 commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...