Filippo Baglini intervista Alda Merini

Alda-Merini-Milano 31/03/06 ore 15:00. Mi trovo davanti al portone della poetessa Alda Merini, una delle figure più intense della poesia e della letteratura contemporanea.

Entro nella sua casa, non c’è posto neanche per mettere un piede, c’è caos ovunque. Libri, abiti, mobili ammassati, e tante, tantissime foto appese al muro e sparse sul pianoforte, mi sento avvolgere in un attimo dalla vita di Alda Merini, e senza accorgermene mi ritrovo seduto davanti a due occhi dolci che mi fissano attraverso il fumo della sigaretta…. Inizio così a chiacchierare e il tempo vola via, non avrei mai voluto andarmene da lì.

Come nascono le sue poesie ?

Eh, a dire il vero no lo so. La poesia è un mestiere professionale, può nascere da una relazione amorosa, da una sensazione, ma la cosa più tragica è che alle volte vogliono impossessarsi più che della poesia, della dimensione dell’amore o anche dell’amicizia. Invece la poesia va lasciata depositare perché prenda la sua forma, la sua musicalità, e poi va ripresa e riassaporata, la poesia è come una lunga degenza dalla quale bisogna guarire da questa emozione. La poesia è veramente una cosa seria. 

Nel mondo di oggi, così frenetico e caotico, che ruolo ha la poesia?

La poesia, non ha più un senso, non ha un ruolo, non ha neanche una giustificazione. Non ci ascoltano più, non è considerato nemmeno un lavoro ma un ozio. Peccato. 

Cosa vuol dire essere Poeta?

Si nasce con una determinata marcia in più, è un talento che deve essere curato aiutandolo dallo studio e anche una vita solitari perché qualsiasi intrusione può rovinare un momento poetico. 

All’improvviso esce dall’intervista e da un montagna di foto vecchie ne estrae una e me la mostra dicendomi: “Vede come ero giovane e bella?” “Si molto bella” rispondo io… e lei abbassando gli occhi mi dice: “Eppure, si immagini che mio marito mi ha rinchiuso a questa età, ed è stato uno dei gialli più strani della mia vita… eppure non mi sembra di essere…. “Non assolutamente no.” Rispondo io. “mio marito ha tentato di uccidermi, ma non ha distrutto un poeta. 

Il suo poeta preferito?

Rilke, è sempre stato quello. 

Che consigli darebbe ai giovani di oggi che vogliono diventare poeti e scrittori?

Ah, io gli direi di lasciar perdere, di non scrivere più, tempo perso. 

Nelle scuole studiamo Dante, Petrarca,Leopardi e altri poeti, le piacerebbe che un giorno si studiasse anche Alda Merini?

Non ci ho mai pensato, ma non mi interessa, facciano come gli pare. 

Come vede il futuro del mondo?

 Alla mia età cosa vuole che le dica, ormai sono alla fine. Il mondo sta precipitando, credo che sia in mano a forze demoniache, denaro, droga, vizi, consumo dell’amore come fosse carta straccia, l’amore vero fa gelare il sangue, e invece oggi viene consumato in fretta senza sentirne il sapore. Per non parlare poi dell’amore verso i figli, il commercio dei bambini, ecc….ai miei tempi certe cose non accadevano, c’era la guerra la povertà, ma non siamo morti, eravamo in un certo senso, felici, si ubbidiva al padre alla madre c’era la “sudditanza” che oggi non c’è più. Oggi i genitori sembrano assatanati, vogliono i loro figli al potere, alla gloria e alla fine li rovinano. 

Cos’è l’amore per Alda Merini?

Non mi faccia questa domanda, la faccia al Cardinal Ruini, è roba di teologia questa… L’amore è un “accadimento”. L’amore… l’amore …quando nasce un figlio provo un amore trenta volte superiore a quello che posso provare, l’ho fatto io. Poi c’è l’amore per l’arte, la cultura, non si può rispondere a questa domanda è troppo complica, l’amore è verso tante cose, ma non voglio parlare dell’amore di coppia. L’amore è non averne il sospetto e trovarsi dentro un crogiuolo perfetto. 

Di cosa è innamorata oggi?

Di un bel figliolo, Giovanni Nuti, quello che ha musicato il poema della Croce. E’ un ragazzo molto bello, ha musicato in modo ammirabile …..si sono proprio innamorata …..perché no! 

Ha paura della solitudine?

No, sono scocciata dalla solitudine. Di quelli che non parlano, di quelli che tengono il muso, di quelli che tengono un cartello coscritto “tengo famiglia“, oppure di quelli che dicono quando stanno bene i miei stanno bene tutti… bè questa è “mafia” questa è l’anticamera della solitudine. Per esempio questo bambino scomparso anche questa è una forma di solitudine, nessuno si accorge della putredine che c’è in questa casa, che non è della casa ma putredine del cuore. 

Lei ha dei figli. Che madre si ritiene?

Li ho dimenticati. Vengono poco, ma non posso colpevolizzarli, me li hanno tolti, hanno avuto altre madri, è brutto doverlo dire, ma io ho rispettato il loro amore verso le altre madri. Io ormai sono una madre fittizia, quando vengono li ricevo come ospiti, sa bisogna provare vederseli strappare dal cuore, per capire come ci si raffredda, si soffre atrocemente e poi alla fine si dimentica altrimenti si morirebbe. Come si dice non è madre colei che partorì, ma colei che allevò. Certo li ho amati molto, ma quando entrai in manicomio, capii che non le avrei  più visti e sono impazzita per loro. 

Che ricordo ha dei suoi genitori? E della sua infanzia?

Buoni, molto buoni, è stato un bel periodo. Vede… le dico una cosa, gli elettroshock che ho subito, erano una brutta cura, ma aiutavano a dimenticare altrimenti sarei impazzita a pensare a quei bei giorni, ho avuto una famiglia esemplare ma l’ho dimenticata. 

Cosa rappresenta la Musica nella sua vita? E cosa ha in comune con la poesia?

La musica ha rappresentato molto, mio papà era un musicista e si lega molto bene con la poesia o anche con un quadro, con l’arte ingenerale è un’altra forma di espressione dell’animo umano e va d’accordo con tutto. 

Lei abita ai Navigli. Cosa le piace e cosa invece cambierebbe?

Cambierei tutto, è diventato un bailamme insostenibile, erano belli i nostri navigli. Si lasciava le porte aperte, si parlava con tutti, cerano persone che affidavano bambini ad altri per accompagnarli a scuola…ma la cosa che mi stupisce è che sono gli stessi vecchi che abitano qui da ventenni che a un certo punto hanno messo su un suo stile di vita….hanno messo su un po’ di boria. 

Cosa la fa arrabbiare delle persone?

Tutto. Che diano fastidio. Diceva la Spaziani: “…cedo la mano a una popolazione di monchi…”… nessuno ti aiuta veramente. 

Ha paura della morte?

No, non la conosco per ora. Conosco una morte morale, un abbandono, questa è una specie di morte… io credo di averla addomesticata l’ho domata per 75 anni. 

Crede in un’altra vita?

No, altrimenti non sarei felice di questa. 

Cosa la rende felice?

Niente. 

Nemmeno quando scrive poesie?

 no… è proprio quello che mi fa arrabbiare, per scrivere bisogna essere felici. E’ una balla che bisogna essere tristi per comporre. 

Il suo miglior pregio e un suo peggior difetto?

Sono molto contenta di Alda Merini, ma poco della poetessa.

Le faccio dei nomi mi piacerebbe un breve commento : 

Salvatore Quasimodo

Bè…No comment… 

Pasolini

Non voglio parlare

Madre Teresa

Ho una bella lettera dove chiedo di entrare nel suo ordine e lei dice che mi avrebbe preso, ho sempre avuto questa vocazione. Madre Teresa… che dire quello che ha fatto lei non riuscirei neanche a pensarlo.

La principessa Diana

Fantastica. L’ho amata molto, credo che sia stata assassinata, troppa bella, faceva invidia. E’ sta un mito, e la cosa più strana che essendo un’adultera nessuno l’ha mai giudicata, è stata assolta ha vinto la sua bellezza sopra ogni cosa.

Giovanni Paolo II

 Eh…! Wojtyla mi ha traumatizzato molto, era un mio grande ammiratore sai? Aveva il mio Magnificat sul comodino, gli ho fatto la prima recensione per la “Bottega dell’Orecchio”. La sua agonia mi ha sconcertato, capivo la fatica che faceva, pregavo per lui che trovasse la forza per andare avanti a guidare la chiesa. 

Quale è il suo desiderio piu’ grande?

Vincere il Nobel. Che poi, guardi…, lo regalerei, a chi ha bisogno. Ma anche una laurea mi farebbe piacere, sì, molto piacere. 

“Ci sono due modi in cui puoi vivere la vita. Uno sta nel non ritenere possibile il miracolo, l’altro sta nel ritenere ogni cosa un miracolo” A.E. …. Cosa ne pensa lei? …

Che ogni cosa è un miracolo, ma bisogna diventare vecchi per capirlo.

Se avesse la possibilità di chiedere una cosa a Dio cosa chiederebbe?

Non ci ho mai pensato, mi è lontano. Ci penserò un giorno.

Quale domanda vorrebbe che qualcuno le facesse?

 E’una cosa semplice: Alda quanto paia fanno tre mosche?. È una cosa che da bambina mi divertiva molto quando la sentivo dire perché mi occupava la mente.

Le va di recitare i versi della prima poesia che ha scritto quando era una bambina?

Volentieri, ma non me la ricordo.

Si sente amata?

Sì, molto dai giovani. 

Ultima domanda: Che titolo darebbe a questa intervista?

Sorride, e poi aggiunge..una scocciatura…naturalmente sto scherzando……ma è buono come titolo!

E così sarà. Grazie di vero cuore signora Merini, è stato un grande onore per me, è un giorno che non dimenticherò mai.

Grazie a lei giovanotto e della compagnia.

Intervista tratta da “L’ItaloEuropeo”


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