La raccolta Ossi di seppia, pubblicata nel 1925, presenta da subito il carattere anomalo della poetica montaliana rispetto al quadro della lirica di quegli anni che vede già ben presenti Umberto Saba e Giuseppe Ungaretti. Altro fattore singolare è che la raccolta uscisse presso un editore, quale era Piero Gobetti, che non pubblicava lirica e… Continue Reading
MATERA, poesia inedita di Marco Onofrio
MATERA Cavea metafisica del tempo. Forma di un mistero che risale. Golgota, musica ancestrale. Croce trafitta nel sole della tribolazione. Lacrime nella roccia, i Sassi sono carie di una bocca spalancata sull’origine del mondo fino ai grandi abissi.
Mario Luzi legge “Versi d’ottobre” e “Muore ignominiosamente la repubblica”
Nella prima poesia Versi d’ottobre, risalente agli anni 1952-55 e pubblicata nel 1957 in Onore del vero, l’ombra, il buio evocati dal poeta, attendono la luce, ma la luce deve essere colta già da qui, da questa nostra vita. La luce non è ancora piena ma, per chi sa vedere, è già possibile scorgerne i… Continue Reading
“La nostalgia dell’infinito. Antologia poetica con inediti 2001-2016” di Marco Onofrio (Ensemble, 2016), letto da Francesca Di Castro
«Io vedo l’invisibile, io sento…» (da Ora è altrove: “Ai bordi delle nuvole”) scrive Marco Onofrio chiudendo la sua poesia “Ai bordi delle nuvole”. «È la soglia epifanica del tempo»: ai bordi delle nuvole i sentieri «cominciano nel vuoto» e «sfumano nel vento»… Il tempo, l’infinito, il vuoto, le nuvole: strade maestre rivelatrici delle poesie… Continue Reading
Tommaso Campanella e l’inessenziale accettazione della povertà: la sfiducia nella regimentale invadenza del divino, di Michele Rossitti
Secondo l’astronomia tolemaica il sole, nella sua orbita attorno al globo terrestre, percorre il cerchio dello zodiaco dove si congiunge con le varie costellazioni. Il ventun marzo d’ogni anno incontra Ariete. Da una cella è riconoscibile l’inizio della primavera, quando l’astro per eccellenza culmina nello splendore. L’inno Al Sole di Campanella ripone il significato letterale per… Continue Reading
Jurij Živago, l’alterego di Pasternak, di Paolo Ruffilli
Compagni di strada come Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, consideravano Pasternak il poeta più rappresentativo e più grande della loro generazione, non solo o non tanto per le vertiginose trame verbali e metaforiche di cui aveva dato prova nella sua prima produzione, ma per la straordinaria misura lirica dentro cui aveva saputo far emergere la… Continue Reading
“Il notare e mai concludere”: Konstantinos Kavafis. L’inventario urbano in simbiosi eucaristica con le vie omoerotiche del filiale sentire, di Michele Rossitti
Montale l’ha detto “alessandrino” ma la parentela di Kavafis con l’uso del greco nel suo presunto anacronismo tematico eccede. Vacanza regalata a Callimaco e Meleagro avvantaggia la poesia preferita della “cosa” nei confronti della predilezione per la “parola”. La tecnica di sforbiciare l’armamentario sfarzoso di rime e similitudini, perpetrato dal poeta durante la prima decade… Continue Reading
Cinque poesie di Michele Nigro da “Nessuno nasce pulito”, Edizioni Nugae 2.0 – 2016
<<… lo stile di Michele Nigro è unico, personalissimo, con chiari riferimenti alla sua variegata formazione, cosa che ne fa un autore completo. Padroneggia il linguaggio, alquanto ricercato, tanto che le sue poesie sono ricche di minuzie che creano nel lettore vere e proprie immagini. Ottime le costruzioni sintattiche (diverse dislocazioni), utilizza ossimori (prigionieri liberi, presente assente), scomoda l’antropologo Marc Augé… Continue Reading




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