[…]Dunque Stefano Modeo, con queste poesie così distanti dalla colloquialità malinconica, dalla tenerezza spossata e inquieta di tanto minimalismo fin-desiècle, imposta un’anti-epica, dirotta i languori di una visione ancora elegiaca o lirica, come poteva essere nella sua tradizione (quella, per intenderci, di Bodini o di Carrieri), verso esiti più rigorosi e serrati. Il suo occhio… Continue Reading
Una stroncatura di 18 anni fa a cura di Giorgio Linguaglossa
Una mia vecchia nota di lettura di circa 18 anni or sono ad un libro di un autore nato negli anni settanta che fa una poesia di scuola, come ce n’è a centinaia; come si può notare, l’autore è bravo, possiede quelle tecniche di base che ti consentono di adire un linguaggio poetico, diciamo di… Continue Reading
“Il paradigma dello specchio” poesia inedita di Alejandra Alfaro Alfieri
IL PARADIGMA DELLO SPECCHIO I passi, l’uno è sospinto dall’altro, vanno così insieme, avanti. Secondo il calzolaio ogni suola porta uno specchio. Qui si riflette la propria vita. Lungo la strada si affacciano da un lato diritto all’altro quello che rimane indietro fallisce.
Elio Pecora, “Rifrazioni”, Mondadori – Lo Specchio – 2018, nota di lettura di Noemi Paolini Giachery
L’ immediata reazione dopo la prima lettura di questo libro era un coinvolgimento che suggeriva impressioni quasi inconsce: “Non sono io, no, quell’ombra che cerca. E neppure l’ombra che trova (l’io invadente si fa avanti come sempre). In realtà non è mio il giardino di castagni e ulivi. Non è mia neppure quella banda con… Continue Reading
Poesie di Giulio Di Fonzo da “Poesie (1992-2018)”, Edizioni Croce – 2018, con una nota di Giorgio Linguaglossa
Qualche tempo fa ho posto queste tre domande ai poeti di oggi: 1) quali sono le esperienze significative che la poesia deve prendere in considerazione? 2) la mancanza di un «luogo», di una polis, quali conseguenze hanno e avranno sull’avvenire e il presente della poesia? 3) è possibile la poesia in un… Continue Reading
Da Giosuè Carducci a Eugenio Montale: il topos del treno simbolo di progresso, di Maria Grazia Ferraris
Il treno, la novità progressista di fine Ottocento, aveva ispirato al giovane Carducci l’Inno a Satana, pubblicato nel 1865, dove era esaltato come simbolo stesso del progresso e della modernità: Un bello e orribile mostro si sferra, corre gli oceani, corre la terra: corusco e fùmido come i vulcani, i monti supera, divora i piani;… Continue Reading
Cinque poesie di Roberta Dapunt da “Le beatitudini della malattia”, Einaudi – 2013
Nelle mani a volte il tuo corpo, corolla appassita tra le guance e l’estremo delle dita. Mai più l’adolescente primavera, sussurriamo: mai fu tanto abbracciata la vita. Eppure non invecchia la solitudine e di nuovo la neve.
Tre poesie di Francesco Randazzo da “Infedelis peregrinatio”, Ozarzand Studio Press – 2018
Coreuta sopravvissuto a morte tragedie hai voluto sentire l’unisono tirato estensione mirabile dell’urlo dorico sospensione del tempo in cui pur visse Tutto è perduto ora Muti i protagonisti eliminato il mito resti cantore solo ruminando archetipi insabbiati Fischi e danzi su franti capitelli inneggiando imprecazioni merlate di viole estinte Fioriscono intorno a te pietre… Continue Reading




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