MATERA, poesia inedita di Marco Onofrio

MATERA Cavea metafisica del tempo. Forma di un mistero che risale. Golgota, musica ancestrale. Croce trafitta nel sole della tribolazione. Lacrime nella roccia, i Sassi sono carie di una bocca spalancata sull’origine del mondo fino ai grandi abissi.


“La nostalgia dell’infinito. Antologia poetica con inediti 2001-2016” di Marco Onofrio (Ensemble, 2016), letto da Francesca Di Castro

«Io vedo l’invisibile, io sento…» (da Ora è altrove: “Ai bordi delle nuvole”) scrive Marco Onofrio chiudendo la sua poesia “Ai bordi delle nuvole”. «È la soglia epifanica del tempo»: ai bordi delle nuvole i sentieri «cominciano nel vuoto» e «sfumano nel vento»… Il tempo, l’infinito, il vuoto, le nuvole: strade maestre rivelatrici delle poesie… Continue Reading


La poesia: musica mentale e roccaforte di difesa. Giorgio Albertazzi intervista Andrea Zanzotto

       Giorgio Albertazzi, assieme a un gruppo di ragazzi, intesse con il poeta Andrea Zanzotto un dialogo incentrato sul rapporto tra poesia e realtà e sulle funzioni della poesia. Nel pubblicare l’intervista integrale (proposta da RaiScuola) abbiamo estrapolato alcune parti che riteniamo maggiormente significative nell’intento di rendere un omaggio a Giorgio Albertazzi che… Continue Reading


“Il notare e mai concludere”: Konstantinos Kavafis. L’inventario urbano in simbiosi eucaristica con le vie omoerotiche del filiale sentire, di Michele Rossitti

Montale l’ha detto “alessandrino” ma la parentela di Kavafis con l’uso del greco nel suo presunto anacronismo tematico eccede. Vacanza regalata a Callimaco e Meleagro avvantaggia la poesia preferita della “cosa” nei confronti della predilezione per la “parola”. La tecnica di sforbiciare l’armamentario sfarzoso di rime e similitudini, perpetrato dal poeta durante la prima decade… Continue Reading


Cinque poesie di Michele Nigro da “Nessuno nasce pulito”, Edizioni Nugae 2.0 – 2016

<<… lo stile di Michele Nigro è unico, personalissimo, con chiari riferimenti alla sua variegata formazione, cosa che ne fa un autore completo. Padroneggia il linguaggio, alquanto ricercato, tanto che le sue poesie sono ricche di minuzie che creano nel lettore vere e proprie immagini. Ottime le costruzioni sintattiche (diverse dislocazioni), utilizza ossimori (prigionieri liberi, presente assente), scomoda l’antropologo Marc Augé… Continue Reading