La poesia di Giovanni Pascoli, letta da Marco Onofrio

Giovanni Pascoli è una delle “tre corone” della poesia italiana di fine ‘800. Enrico Thovez, in un celebre saggio del 1910 (“Il pastore, il gregge e la zampogna”) identifica nel “pastore” Carducci, nel “gregge” Pascoli, nella “zampogna” D’Annunzio. Pascoli è un poeta non decontestualizzabile da un’atmosfera fin de siècle: leggendolo si percepisce che il ‘900… Continue Reading


Max Ernst: il riconoscimento dei diritti delle coppie animali nella legislazione artistica del Novecento, di Michele Rossitti

Il ready made dadaista rifletteva sul valore contestuale in cui strumenti comuni vengono mostrati allo scopo di conferire loro valore d’opera. Gli oggetti surrealisti condividono con Duchamp la critica feroce alla funzionalità delle macchine per contraddirne paradossalmente l’uso normale. Gli “objects trouvés” assumono la valenza psicologica di essere disponibili nelle case in misura maggiore e… Continue Reading


Michela Murgia, “Accabadora”, Torino, Einaudi – 2009 -, letto da Dante Maffia

La Sardegna non finisce di sorprenderci con i suoi scrittori capaci di portare le millenarie tradizioni dentro il fuoco vivido dell’attualità. Marcello Fois, Salvatore Niffoi, Salvatore Mannuzzu, Milena Agus hanno rinverdito un solco che nato da Grazia Deledda, vasta e inesauribile in tanti aspetti poco frequentati dei suoi libri, e transitato attraverso le esperienze indimenticabili… Continue Reading


Appunti su Luciano Nota. Una mente del Sud dolorosamente cifrata, di Ennio Abate

Ringrazio Poliscritture per aver ospitato alcune mie poesie tratte da  Sopra la terra nera  e Tra cielo e volto.  http://www.poliscritture.it/2014/05/26/luciano-nota-poesie-da-sopra-la-terra-nera-e-tra-cielo-e-volto/. Di seguito gli appunti del poeta e critico Ennio Abate 1. Nella prima raccolta Sopra la terra nera (Campanotto 2010) ci sono tre gruppi di componimenti. Il primo e il terzo hanno la forma concisa degli epigrammi (o degli haiku). Affermano.… Continue Reading


“Milano dalle finestre dei bar” di Luca Vaglio, letto da Marco Onofrio

Dalla “linea di galleggiamento” della nuova silloge del poeta comasco Luca Vaglio (Marco Saya Edizioni, 2013, 52 pp., Euro 10) affiora anzitutto Milano, con la sua segreta, aspra, “diversa” bellezza. La metropoli lombarda, dove Vaglio vive, è attraversata e, per così dire, ispezionata “sub specie sonoris”: la fragile armonia dei suoni ferrosi, l’«eco di ferro»… Continue Reading