Friedrich Hölderlin: l’originario appare solo nella sua debolezza, nel suo = 0. Il “celato” è a fondamento di ogni natura. Paradossalmente, dice Hölderlin, la “debolezza della natura rappresenta la sua “dote più forte”. Dalle parole di Hölderlin, piuttosto criptiche ed enigmatiche, sembra di capire, che il fondamento della poesia sia nel lato inespresso e debole… Continue Reading
Giovanni Orelli e il suo “allegro espressionismo”, di Maria Grazia Ferraris
“..sono Bubka che soffia,sbuffa/ in pista alla rincorsa per il salto con l’asta/ …Calandrino che nella corta buffa/ con le tre carte da un diavolo è giocato….Sono Arlecchino:/ tra calci in culo- aut aut- o schiaffi in faccia/ tertium non datur! Elegge la minestra; sono Caino/ randagio…Bertoldo diffidente…Socrate che al destino Santippe apre le braccia.”… Continue Reading
Due poesie di Werner Aspenström. VERSO UNA NUOVA ONTOLOGIA ESTETICA. Il «tempo interno» in Poesia: Che cos’è un oggetto? Che cos’è una «cosa»? E come si fa ad entrare dentro la «cosa»? Di Giorgio Linguaglossa
Proviamo ad avvicinarci ad una idea inconsueta, all’idea di far diventare gli «oggetti», «cose». Forse siamo troppo adulti, troppo abituati a considerare le «cose» gli equivalenti degli «oggetti» che non sappiamo più la differenza tra gli «oggetti», e le «cose». Che cos’è un oggetto? Che cos’è una «cosa»? E come si fa ad entrare all’interno… Continue Reading
Alfonso Gatto, a cura di Donato Antonio Barbarito. La Storia delle Vittime – poesie della resistenza – . (II parte)
Nel preambolo al volume (dicembre 1965) Alfonso Gatto prende atto che l’impegno maturato nel lungo inverno di due anni di lotta armata non si è concretizzato. “Ci sentiamo mancati alle nostre speranze”, alle promesse di “una nuova vita per il momento in cui saremmo ritornati a vivere”. Tuttavia occorre resistere alla forza che agisce contro… Continue Reading
Due poesie di George Santayana , a cura di Roberto Taioli
George Santayana è più noto come filosofo, autore di importanti opere non tutte ancora tradotte in italiano. La sua formazione intellettuale è influenzata dalla contaminazione della cultura ispanica con quella americana. A soli nove anni venne portato a Boston a casa della madre, dove ella viveva con i tre figli avuti dal primo matrimonio.… Continue Reading
Due poesie di Cesare Vivaldi, nota di Giuseppe Cassinelli
Partito da una matrice ermetica subito sconfessata, Cesare Vivaldi cercò per tempo un suo modo di aderire alle tendenze neorealistiche del secondo dopoguerra, fino a inserire la sua recherche nelle forme chiuse della tradizione: sonetto, cabaletta, ode (quest’ultima con tanto di clausola firmata: “…storia/ di sé e di te, di questi giorni caldi/ d’amore e… Continue Reading
“Il treno” di Marina Cvetaeva, commento di Maria Grazia Ferraris
IL TRENO Se non baionetta – allora zanna, mucchio di neve, raffica di vento – verso l’immortalità ogni ora c’è un treno! Arrivo e so una cosa soltanto: stazione, non vale la pena di disfare i bagagli. Verso tutti, verso tutto – con l’indifferenza degli occhi per i quali la fine è l’immemorabilità. Oh, come… Continue Reading
Note a “Il gran parlare” di Mario Ramous, Marsilio – 1998, di Roberto Taioli
Mario Ramous (1924-1999) è stato uno dei poeti più fecondi e consapevoli della sua generazione, degli ultimi decenni del ‘900, che annovera tra gli altri Giudici, Zanzotto, Pasolini, Testori. Scomparso dopo una lunga e crudele malattia, non ha accettato l’inedia della morte annunciata, ingaggiando con essa fino all’ultimo un sfida. Nella sua morte c’è qualcosa… Continue Reading




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