Sicuramente A Silvia è uno dei Canti più perfetti del Leopardi e, possiamo dire, di tutta la nostra lirica. Fu scritto a Pisa, in due giorni, il 19 e 20 aprile 1828. Il poeta ripensa con tale intensità alla fanciulla morta da rivolgerle la parola come se fosse viva e presente e potesse ancora intendere… Continue Reading
I Canti leopardiani: Il tramonto della luna
Come in altre poesie così in questa i vari aspetti della natura sembrano al Leopardi immagine e, potremmo dire, simbolo delle varie fasi della vita. La luna, in una notte tranquilla e solitaria, spande chiarore sulla campagna e vi suscita anche ombre, che allungandosi, creano vaghe figure e parvenze ingannatrici; poi, giunta all’orizzonte, scompare: ed… Continue Reading
Vittorio Gassman legge “L’infinito” di Giacomo Leopardi
L’Infinito è il XII Canto di Giacomo Leopardi composto a Recanati nel 1819. Negli Idilli composti tra il 1819 e il 1821 scompaiono i temi civili e filosofici e i richiami alla felice antichità, per cedere il luogo ad effusioni dirette e confidenze autobiografiche. L’endecasillabo sciolto, che è il metro comune a tutti questi idilli,… Continue Reading
Mario Luzi legge “Versi d’ottobre” e “Muore ignominiosamente la repubblica”
Nella prima poesia Versi d’ottobre, risalente agli anni 1952-55 e pubblicata nel 1957 in Onore del vero, l’ombra, il buio evocati dal poeta, attendono la luce, ma la luce deve essere colta già da qui, da questa nostra vita. La luce non è ancora piena ma, per chi sa vedere, è già possibile scorgerne i… Continue Reading
I maestri: Vittorio Gassman legge “Alla sera” di Ugo Foscolo
ALLA SERA Forse perché della fatal quiete Tu sei l’immago a me sì cara, vieni, O Sera! E quando ti corteggian liete Le nubi estive e i zeffiri sereni, E quando dal nevoso aere inquiete Tenebre, e lunghe, all’universo meni, Sempre scendi invocata, e le secrete Vie del mio cor soavemente tieni. Vagar mi fai… Continue Reading
Mariangela Melato legge “Io sono folle” di Alda Merini
Io sono folle, folle Io sono folle, folle, folle di amore per te. Io gemo di tenerezza perché sono folle, folle, perché ti ho perduto. Stamane il mattino era sì caldo Che a me dettava questa confusione, ma io ero malata di tormento ero malata di tua perdizione. (da “Vuoto d’amore“)
I MAESTRI: Arnoldo Foà legge “La sposa infedele” di Federico Garcia Lorca
LA SPOSA INFEDELE E io che me la portai al fiume credendo che fosse ragazza, invece aveva marito. Fu la notte di S. Giacomo e quasi per obbligo si spensero i fanali e si accesero i grilli. Alle ultime svolte toccai i suoi seni addormentati, e di colpo mi si aprirono come rami di giacinti.… Continue Reading
I MAESTRI: Vittorio Gassman legge “Aspettando i barbari” di Costantino Kavafis
ASPETTANDO I BARBARI Che aspettiamo, raccolti nella piazza? Oggi arrivano i barbari. Perché mai tanta inerzia nel Senato? E perché i senatori siedono e non fan leggi? Oggi arrivano i barbari Che leggi devon fare i senatori? Quando verranno le faranno i barbari. Perché l’imperatore s’è levato così per tempo e sta, solenne, in… Continue Reading




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