Cinque poesie di Ronald David Laing da “NODI”, Einaudi, 1970

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Ronald David Laing, psichiatra scozzese, nasce a Glasgow nel 1927. All’età di 38 anni fonda la comunità terapeutica di Kingsley Hall che accoglie medici e pazienti in una convivenza priva di qualunque schema gerarchico. Laing ha teorizzato che la follia potrebbe essere intesa come una reazione al sé diviso. Invece di nascere come malattia puramente medica, la schizofrenia è il risultato della lotta di due identità: l’identità definita per noi dalle nostre famiglie e la nostra identità autentica, come ci sentiamo di essere. Quando le due identità sono diverse, si ha una frattura interna del sé. Erede della lezione di Kierkegaard e Sartre, preconizzò il metodo fenomenologico-esistenziale: per comprendere il significato umano della malattia mentale bisogna considerare, di ogni individuo, “il suo essere nel mondo”. Laing credeva che la malattia mentale fosse una risposta sana a un mondo folle e che uno psichiatra aveva il dovere di comunicare empaticamente con i pazienti. Delle sue opere ricordiamo The Divided Self ( L’io diviso, 1960); Reason and Violence (Ragione e violenza, 1973); Sanity, Madness, and the Family (Normalità e follia nella famiglia, 1965, scritto in collaborazione con D. Cooper); The Politics of the Family (La politica della famiglia 1973). Muore a Saint Tropez nel 1989. Nel 1970 con Einaudi esce la sua raccolta di poesie Nodi che, come riportato in quarta di copertina, rappresenta coerentemente una delle facce della sua ricerca. Sono dei teoremi psicologici, schemi di situazioni che non è difficile incontrare ogni giorno.

 

Stanno giocando a un gioco. Stanno giocando a non
giocare a un gioco. Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco.

*

Mia madre mi vuol bene.
Mi sento bene.
Mi sento bene perché lei mi vuol bene.

Sono bravo perché mi sento bene
mi sento bene perché sono bravo
mia madre mi vuol bene perché sono bravo.

Mia madre non mi vuol bene.
Mi sento male.
Mi sento male perché lei non mi vuol bene
sono cattivo perché mi sento male
mi sento male perché sono cattivo
sono cattivo perché lei non mi vuol bene
lei non mi vuol bene perché sono cattivo.

*

Ho ciò che merito
merito ciò che ho.

Ce l’ho
quindi lo merito

Lo merito
perché ce l’ho.

Tu non ce l’hai
quindi non lo meriti

Tu non lo meriti
perché non ce l’hai

Tu non ce l’hai
perché non lo meriti

Non lo meriti
quindi non ce l’hai.

*

se è mio non è mio
se non è mio è mio
se è mio non è me
se non è me non è mio
se non mio
è me
se me non è mio
se non mio non è me
allora, se non me, è me
se non me , è me
se è me, non è mio
se non è mio non è me
se non è me, è me
se è me
non è mio
se non è mio
è me
se è me, è mio
se è mio
non è me
quindi se non è me
e mio
se è mio è mio.

*

Io lo faccio
ciò che io faccio è
l’io che lo fa
l’io che lo fa è
ciò che io faccio
ciò che fa l’io che lo fa
è nel fare l’io che lo faccia
io sono fatto da ciò che io faccio
nel farlo

Si ha paura
di me che ha paura
di me che ha paura
di me che ha paura
Forse si può parlare di immagini riflesse

Ronald David Laing

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