Rispolverare i classici: Saffo

saffo1Scarse sono le notizie sulla vita della poetessa greca Saffo: alcune fonti affermano che fosse di piccola statura, bruna e non bella. Secondo la tradizione nacque da nobile famiglia a Ereso, nell’isola di Lesbo, tra il VII e il VI secolo a.C. e trascorse buona parte della sua vita a Mitilene. Conterranea e contemporanea del poeta Alceo, si trovò, come lui, coinvolta nelle lotte tra le diverse fazioni politiche della sua città, fino a essere esiliata intorno al 600 a.C. in Sicilia. Tornata in patria sposò un uomo molto ricco, Cercila, ed ebbe da lui una figlia, Cleide. Centro della sua vita fu il Tiaso, la comunità di fanciulle aristocratiche di cui Saffo curava l’educazione all’eleganza, alla musica e al canto, in preparazione alle nozze. Si può affermare con certezza, come si deduce da alcuni versi della stessa Saffo, che tra la poetessa e alcune delle sue allieve si fosse instaurato un rapporto di tipo omosessuale. Gli antichi conoscevano di Saffo una raccolta di carmi, in 9 libri: 8 di liriche e uno, a parte, di epitalami. Ci rimangono circa 200 frammenti, oltre a un’ode intera, l’Invocazione ad Afrodite. Gli epitalami furono probabilmente composti per essere cantati da un coro, mentre tutti gli altri carmi appartengono alla lirica monodica, cioè intonata da una sola voce con accompagnamento della musica. Il tema dominante della sua poesia è l’amore. Saffo, nell’eleganza e nella musicalità di una tecnica accuratissima, è poetessa  istintiva, che tutto assorbe in una sfera soggettiva. Di qui la sua modernità, che ne hanno fatto uno degli autori antichi più letti, studiati e tradotti ai nostri giorni.

A ME PARE UGUALE AGLI DEI

 
A me pare uguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
 
e ridi amorosamente. Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
 
si perde sulla lingua inerte.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
 
E tutta in sudore e tremante
come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.

 
 
 
PLENILUNIO
 
Gli astri d’intorno alla leggiadra luna
nascondono l’immagine lucente,
quando piena più risplende, bianca
sopra la terra.
 
 
 
TRAMONTATA E’ LA LUNA
 
Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
 
Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
 
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.
 
 
 
A ERMES
 
Ermes, io lungamente ti ho invocato.
In me è solitudine: tu aiutami,
despota, ché morte da sé non viene;
nulla m’allieta tanto che consoli.
 
io voglio morire:
voglio vedere la riva d’Acheronte
fiorita di loto fresca di rugiada.
 
 
 
COME IL GIACINTO
 
Come il giacinto che i pastori pestano
per i monti, e a terra il fiore purpureo
sanguina.
 
(Traduzione di Salvatore Quasimodo)
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4 commenti
  1. Mi commuove quanto sia attuale l’espressione poetica di Saffo, quanto emozioni il suo semplice esprimere il sentimento, l’umiltà il coinvolgimento affettivo richiamante l’amore ,l’attesa assieme alla bellezza del suo suono ti accoglie dentro alla sua lirica……..Il suo pensiero evapora nel desiderio, ma nulla fa trasparire, io devo mettere la mia anima accanto alla sua, con timore sino a sentirmi scaldare il cuore. Ossequioso attendo l’attimo del suo benevolo sguardo… Mario Bonora.

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