“Tattoo Motel” di Davide Cortese, Lepisma – 2014, letto da Paolo Carlucci

tattoocopertinaCosa significa tatuarsi? Innanzitutto perdere la verginità del proprio corpo- pelle immacolata- per iniziare un percorso di conoscenza, attraverso un rituale artigianato della sofferenza. Sono tappe di un’agonia, che è però anche guarigione, estasi fisica  attraverso le  categorie simboliche e  sessuali del mondo dell’inconscio e del desiderio. Tattoo Motel non è solo un’interessante prova narrativa di Davide Cortese, ma esprime in modo a volte claustrofobico attraverso capitoli  anche di poche righe, l’universo della pelle di una donna, per lungo tempo anonima, nel suo .. flusso di coscienza e di ricordi ossessivi di sedute  e di incontri erotici con Dan, il tatuatore. Emergono poi fugaci altri personaggi come Nico, il figlio di lui, la madre Diana e l’ex fidanzato di Eva,la protagonista, Diego, il mondo di Rio de Janeiro e i colori della musica animano appunto Eva, finalmente epifania di una pelle del disagio, con le sue sirene nere che vive, o meglio riflette morbosamente la bibbia di carne del corpo, segno di esasperata solitudine e di edonismo- estetismo malato. Un decadentismo postmoderno alita spesso sulle pagine, assieme ad un‘aria poetica di tono maudit; vari i riferimenti a Rimbaud, Poe, ma anche a citazioni cinematografiche e musicali, classiche e rock, dal Requiem di Mozart ai Doors! Lo stile prevalentemente paratattico cadenza bene i ritmi della storia, che procede spesso per illuminazioni segniche ed emozionali, eco rimbaudiana, che pongono domande forti sull’esistenza colta attraverso parole urlate nel non luogo di Tattoo motel, cattedrale di sensi ed abissi ancestrali. Si veda il capitolo XXX. Sequenza di domande incalzanti e ossessive. Undicesima seduta. Grido. Lo hai visto. Hai gridato. Non era il tuo tatuaggio. Cos’era?Lacrime. Rabbia . Dilaniante rabbia. Cosa ti ha tatuato? Non era quello che volevi tu. Perchè lo ha fatto? Nei tuoi occhi le lacrime. Sulla schiena un tatuaggio che non volevi. Grande. Immenso. Racconto lungo che al di là dell’abilità letteraria,ben individua nodi sociologici e soprattutto psicologici importanti dell’universo giovanile e non solo del mondo d’oggi segnato dalla ritualità del corpo nella giostra delle solitudini di un’anima segreta, ma iconicamente trasposta in disegni di complesse geometrie di una sofferenza, che nondimeno conduce all’amore, alla candela di una voce e di una mano, che con l’ago ricama sulla pelle. E’oggi l’occidentale, meglio, globale, omaggio ad una orientale visione del mondo. che ha basi antropologico culturali e religiose complesse. La via di una rinascita, di una conoscenza tattile e visiva, di cui il corpo- feticcio diviene  maschera e mappa simbolica, viaggio da e attraverso un dolore che diviene anche stazione di una conoscenza, attraverso la via del desiderio … E’ quel che  in sostanza accade nel racconto di Tattoo Motel. Esso dunque assurge a simbolo universale di quella pulsione fisica e spirituale dell’animale uomo, è il racconto di sogni cuciti sul corpo, di parole nell’inverno sironiano  del Tattoo Motel che oggi accerchia globale la ritualità  silente di molti.                

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