Le puoi ancora incontrare
con bluse rammendate e scialli neri
poggiate agli usci delle case.
Col santino nel grembiale
parlano ligie dei figli lontani
limano con cura i grani dei rosari.
Sono loro le anziane lucane
abili querce che sfuggono i tempi.
Con gli occhi dipinti d’antico
e la tremola mano
sembrano tutte mia madre.
con bluse rammendate e scialli neri
poggiate agli usci delle case.
Col santino nel grembiale
parlano ligie dei figli lontani
limano con cura i grani dei rosari.
Sono loro le anziane lucane
abili querce che sfuggono i tempi.
Con gli occhi dipinti d’antico
e la tremola mano
sembrano tutte mia madre.
![1798217_10201366280990400_1865565213_n[2]](https://lapresenzadierato.com/wp-content/uploads/2014/03/1798217_10201366280990400_1865565213_n2.jpg?w=300&h=288)




Grazie! Grazie per averci regalato questa meraviglia!
Una vera gemma. Grazie!
Della quercia non solo l’età, ma anche le rughe di corteccia, la stabilità delle radici. E poi, ogni dettaglio dannatamente reale e commovente. Luciano, è una delle più belle poesie che tu abbia mai composto.
Condivido
Sarebbe piaciuta ( Petrolini ) a Sinisgalli . Non un bozzetto ma un quadro !
leopoldo attolico –
bellissima!
L’ha ribloggato su sottovocee ha commentato:
una bella poesia per voi!
Un vero dipinto! Splendida!
E’ questa una fra le più belle poesie dell’amico Luciano. Ho avuto occasione di leggerla diverso tempo fa, ed un mio commento si trova anche sulla mia ultima pubblicazione “Lettura di testi di autori contemporanei”. Ma mi piace riportare una parte di un mio intervento in sua difesa non ricordo più su quale blog: “Non si può dire di certo che si tratta di un lirismo lasciato a se stesso, ma di una ricerca semantica verso una parola che sforza la sua entità per ritrattare un sentire troppo vasto, semmai, sempre troppo vasto per i mezzi linguistici umani. E io vorrei sapere se esiste un poeta in possesso dei lemmi che combacino con l’ampiezza dello spirito. L’etimo è umano. lo spirito è ultra/umano. Per questo la poesia è quella parte di noi che più si avvicina all’inarrivabile. Perché nessun poeta arriverà mai a poter dire tutto di sé e del mondo. E la poesia di Nota sa trattare la realtà riducendola ad ancella del suo sentire. Riducendola a corpo, a involucro della sua interiorità. D’altronde Zanzotto stesso affermava che il poeta deve parlare tramite la voce degli alberi, tramite il fruscio del silenzio” (14/10/2012).
E sfido ogni critico a contraddirmi se dico che questa poesia rasenta le vette più elevate del dire poetico:
… Con gli occhi dipinti d’antico
e la tremola mano
sembrano tutte mia madre.
C’è anche mia madre lì, in quei suoi versi di sostanziosa potenzialità creativa.
Nazario
Nel suo dettato semplice, il quadro si compone parola dopo parola, e le parole acquistano un peso semantico leggero e profondo.
Narda
Grazie, amici. Cliccando sul nome luciano in alto, a fianco dell’immagine, la si può leggere sulla locandina.