La raccolta Ossi di seppia, pubblicata nel 1925, presenta da subito il carattere anomalo della poetica montaliana rispetto al quadro della lirica di quegli anni che vede già ben presenti Umberto Saba e Giuseppe Ungaretti. Altro fattore singolare è che la raccolta uscisse presso un editore, quale era Piero Gobetti, che non pubblicava lirica e… Continue Reading
Jurij Živago, l’alterego di Pasternak, di Paolo Ruffilli
Compagni di strada come Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, consideravano Pasternak il poeta più rappresentativo e più grande della loro generazione, non solo o non tanto per le vertiginose trame verbali e metaforiche di cui aveva dato prova nella sua prima produzione, ma per la straordinaria misura lirica dentro cui aveva saputo far emergere la… Continue Reading
“Rhapsody on a Windy Night” di T.S. Eliot
Thomas Stearns Eliot nasce a St. Louis, Missouri, il 26 settembre del 1888. Pubblica le sue prime poesie nel 1905 sullo Smith Academy Record a cui seguirono altre su periodici e riviste, raccolte dopo la sua morte sotto il titolo di Poesie giovanili. Raggiunse la maturità nel poemetto in cinque parti The Waste Land (La… Continue Reading
Intervista di Enzo Biagi a Eugenio Montale, Nobel per la letteratura
«È ancora possibile la poesia? In un mondo nel quale il benessere è assimilabile alla disperazione e l’arte, ormai diventata bene di consumo, ha perso la sua essenza primaria?». Questo chiede Eugenio Montale il 12 dicembre 1975 all’Accademia di Svezia, il giorno in cui riceve il premio Nobel per la Letteratura. Dalla sua stanza Montale vede… Continue Reading
Eugenio Montale: il profilo evanescente accostato alla non memoria, di Michele Rossitti
Non recidere, forbice, quel volto, solo nella memoria che si sfolla, non far del grande suo viso in ascolto la mia nebbia di sempre. Un freddo cala… Duro il colpo svetta. E l’acacia ferita da sé crolla il guscio di cicala nella prima belletta di Novembre. Stamane, durante la rasatura quotidiana della barba, davanti… Continue Reading
“Ride la gazza, nera sugli aranci” di Salvatore Quasimodo
Ride la gazza, nera sugli aranci Forse è un segno vero della vita: intorno a me fanciulli con leggeri moti del capo danzano in un gioco di cadenze e di voci lungo il prato della chiesa. Pietà della sera, ombre riaccese sopra l’erba così verde, bellissime nel fuoco della luna! Memoria vi concede breve sonno;… Continue Reading




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