Queste quattro poesie confermano quanto, in tempi lontani, ho scritto circa la crudità e la ingenuità del linguaggio poetico di Lidia Are Caverni . La sua è una poesia che mi ricorda la pittura di un Henry Rousseau, a metà strada tra una ingenuità naif e una straordinaria complessità di rarefazioni dendritiche e filamentose delle… Continue Reading
Tre poesie di Ewa Lipska da “Il lettore di impronte digitali”, Donzelli Editore – 2017, nota di Gino Rago
Anche da questo libro di Ewa Lipska (Cracovia) emerge un tratto comune ad altre voci poetiche provenienti dalla stessa terra di Polonia, in particolare, la vena ironica, quasi sentenziosa che si avverte ad esempio nella poesia di Wisława Szymborska, con cui l’autrice ebbe fra l’altro un lungo rapporto d’amicizia e di complicità poetica. A qualcuno… Continue Reading
Cinque poesie di Luciano Cecchinel dalla silloge “Da sponda a sponda”, Arcipelago Itaca Edizioni – 2019
con loro per orizzonti di pianure e accavallate strisce di colline e montagne sempre più fievoli le voci che anime stremate hanno lasciato entro foschie lontane come di sotto un velo di tenerezza e rabbia suoni distorti giù dal cielo quasi di bestie che hanno cercato qualcosa che c’era per perdersi come acqua entro la… Continue Reading
Una poesia di Marie Laure Colasson commentata da Giorgio Linguaglossa
da Les choses de la vie Une blanche geisha entre dans le bar Arrête le temps Lilith fixe la vague sur le sable Les pensées sortent en flottant En flottant reviennent Eredia retient un rayon de lune dans la main L’univers explose sur la 5me symphonie de Beethoven Des touches de piano jaunies par le… Continue Reading
Edith Dzieduszycka, “d’orod’argentod’ombra”, Genesi Editrice – 2019, letto da Gino Rago
Nelle tre sezioni che compongono questa sua recentissima raccolta poetica , d’orod’argentod’ombra, Edith Dzieduszycka compie un lungo viaggio nel tempo interno delle parole per approdare a una riflessione sulla nostra presenza nel mondo, e sulla mortalità, avvalendosi di metafore sulla frammentazione, fantasmatizzazione, perdita d’identità dell’uomo contemporaneo. Si avvale di una lingua essenziale, senza arabeschi e… Continue Reading
“Naif” di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, nota di Nazario Pardini
“ … Dopo anni d’assenza e taciti rimpianti / d’improvviso è tornata tra altre mura / la voce d’un pendolo a scandire il tempo. / E s’affollano alla memoria lontani giorni / in aule scolastiche grigie e severe / luoghi del passato ch’erano un mondo, / il nostro piccolo mondo naif…”(Pendolo a muro). “ …In… Continue Reading
Gino Rago per “Un polittico in distici di Alfonso Cataldi”
L’astronauta rovistava fra gli avanzi del pranzo del giorno prima quando fu sorpreso da certi marziani verdi i quali erano di stomaco forte e mangiavano delle bistecche di montone crudo e io ne fui sorpreso perché invece della resina di pino bevevano cognac con della Cola Cola e Ginger Fizz e fumavano del tabacco cubano…… Continue Reading
Da Alfredo de Palchi alla tribalizzazione del discorso poetico di oggi, di Giorgio Linguaglossa
È noto che la destrutturazione dell’unità metrica della poesia italiana è avvenuta negli anni Cinquanta e Sessanta. Dobbiamo tenere conto di questa situazione storica e stilistica per fare luce sulla condizione di isolamento assoluto in cui si è venuta necessariamente a trovare l’opera d’esordio di Alfredo de Palchi, Sessioni con l’analista (1967). Passano neanche quattro anni da… Continue Reading




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