Da Giosuè Carducci a Eugenio Montale: il topos del treno simbolo di progresso, di Maria Grazia Ferraris

Il treno, la novità progressista di fine Ottocento, aveva ispirato al giovane Carducci l’Inno a Satana, pubblicato nel 1865, dove era esaltato come simbolo stesso del progresso e della modernità: Un bello e orribile mostro si sferra, corre gli oceani, corre la terra: corusco e fùmido come i vulcani, i monti supera, divora i piani;… Continue Reading


I Canti leopardiani: Scherzo

Questo canto fu scritto, come ci assicura l’autografo, a Pisa, il 15 febbraio 1828. Nulla più che uno scherzo è veramente questa favoletta allegorica per mezzo della quale il Leopardi, rappresentando se stesso come un garzone apprendista nell’officina delle Muse, vuole esprimere un suo giudizio critico sulla poesia dei suoi tempi; poesia, secondo lui, improvvisata… Continue Reading


I Canti leopardiani: A se stesso

E’ una delle poesie scritte per la Fanny Targioni-Tozzetti e composta a Firenze nella primavera o, al più tardi, nell’estate del 1833, quando il poeta acquistò la cruda certezza dell’inutilità e dell’infelicità del suo amore. E’ il canto della disperazione suprema. Le parole ritornanti più volte nel giro di pochi versi e rimartellanti sulla medesima… Continue Reading


Scade il 20 luglio la partecipazione alla III edizione del premio letterario “L’Albero di rose”. Cinque poesie di Leonardo Sinisgalli da “La vigna vecchia”.

Sono tre le sezioni della III edizione del premio letterario “L’Albero di rose”: Sezione silloge edita. Il vincitore riceverà la somma di euro 1000 (mille) Sezione poesia inedita ispirata ai temi, alternativi tra loro, della Festa del Maggio, dei culti arborei e del rapporto tra l’uomo e l’albero. Il vincitore riceverà la somma di euro… Continue Reading


I Canti leopardiani: Alla luna

La composizione di questo canto, cade come quella degli altri idilli, nel triennio 1819-1821. Leopardi contempla la luna da quello stesso colle su cui aveva meditato l’Infinito, ma con occhi così pieni di lacrime da intravedere la luce come attraverso le maglie di un velo che gliela fanno sembrare torbida, vacillante, nebbiosa, e tutto intorno… Continue Reading


I Canti leopardiani: L’infinito

Una siepe, un uomo seduto e contemplante, un improvviso soffio di vento che giunge  e rapido si dilegua: ecco i semplici elementi di questa prodigiosa poesia. E’ dalla siepe che s’inizia e si svolge la serie dei profondi pensieri che si tramutano e si concretano in mirabili fantasmi poetici.  La linea precisa dell’orizzonte, che sembra… Continue Reading


I Canti leopardiani: A Silvia

Sicuramente A Silvia è uno dei Canti più perfetti del Leopardi e, possiamo dire, di tutta la nostra lirica. Fu scritto a Pisa, in due giorni, il 19 e 20 aprile 1828. Il poeta ripensa con tale intensità alla fanciulla morta da rivolgerle la parola come se fosse viva e presente e potesse ancora intendere… Continue Reading