Se una canzone è scritta bene è poesia. Premio Nobel per la letteratura 2016 a Bob Dylan

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Robert Allen Zimmerman è il vincitore del premio Nobel per la letteratura 2016 con la seguente motivazione:  «Ha creato una nuova poetica espressiva all’interno della grande tradizione canora americana». Il nome d’arte è Bob Dylan adottato dal cantautore nel 1958 in omaggio al grande poeta Dylan Thomas. Già dagli esordi nel 1962 con l’album Bob Dylan non vi era alcun dubbio che i suoi testi fossero altamente poetici, confermati un anno dopo con l’album The Freewheelin’ Bob Dylan e nel ’64 The Times They Are a-Changin’, che contengono pezzi notissimi come Blowin in the Wind, Don’t Think Twice e Masters of  War. Il linguaggio è ricco di espressioni gergali, neologismi e metafore, che canta con voce aspra e sorda, volutamente sgraziata. Nel 1965 Blowin in the Wind diviene l’inno del movimento per i diritti civili. Seguono altri capolavori, ricordiamo Bringing It All Back Home del ’65, John Wesley Harding del ’67, Blood on the Tracks ’75, Desire ’76, Shot of Love ’81, Under the Red Sky ’90, sino a Shadows in the Night 2015 e Fallen Angels 2016. E’ immensa la produzione discografica di Dylan, passa dal folk al blues, dal country al rock. Nato nel 1941 a Duluth, Minessota, a 18 anni frequenta i numerosi folk club che ospitavano la musica impegnata di folk singers come P. Seeger. Negli anni ’60 e ’70 è stato il simbolo della protesta giovanile, con le sue canzoni pacifiste, sociali e antirazziste. La sua popolarità è immensa, e tutto il rock dalla seconda metà degli anni ’60 in poi è debitore nei suoi confronti. Ma Dylan si distingue anche come scrittore, pittore, scultore, insomma, un artista a tutto tondo. Tra i numerosissimi riconoscimenti che gli sono stati conferiti ricordiamo il Grammy Award alla carriera nel 1991, il Polar Music Prize nel 2000, il Premio Pulitzer nel 2008,la Presidential Medal of Freedom nel 2012. Il 13 ottobre 2016 è insignito del Premio Nobel grazie ai suoi testi che suscitano emozioni, luci , delicatezza. Sono petali di vera e alta poesia. Invito i lettori a leggere “Bob Dylan Lyrics 1962-2001″ pubblicato dalla Feltrinelli. Comprende 355 testi tradotti da Alessandro Carrera. ” Per la prima volta il lettore italiano ha a disposizione traduzioni filologicamente accurate, rispettose dei significati letterali e idiomatici dei testi, e insieme estremamente attente alla resa poetica in lingua italiana. Con questa edizione di Lyrics 1962-2001 i lettori scopriranno un Dylan che non conoscevano o conoscevano solo in parte, ancora più unico, imprevedibile e sorprendente di quello che potevano immaginare”.

COME UNA PIETRA CHE ROTOLA

Tanto tempo fa ti vestivi così bene
Da giovane gettavi una moneta ai mendicanti, vero?
La gente ti chiamava, diceva
“attenta bambola! Sei destinata a cadere”
Tu pensavi che stessero tutti scherzando
Eri solita ridere
Di tutti quelli che vivevano come fannulloni
Ora non parli così ad alta voce
Ora non sembri così orgogliosa
Nel tuo dover elemosinare il tuo prossimo pasto

Come ci si sente
Come ci si sente
Senza una casa?
Come una completa sconosciuta,
Come una pietra che rotola?

Sei andata alle scuole più prestigiose,
tutto bene, signorina solitaria
Ma sai che ti piaceva solo ubriacarti
Nessuno ti ha mai insegnato come vivere per la strada
Ed ora dovrai abituartici
Dicevi che non saresti mai scesa a compromessi
Con il vagabondo misterioso, ma adesso ti rendi conto
Che lui non sta vendendo alcun alibi
Mentre tu fissi nel vuoto dei suoi occhi
E gli chiedi “facciamo un accordo?”

Come ci si sente
Come ci si sente
ad essere sola?
Senza un posto dove andare?
Come una completa sconosciuta,
Come una pietra che rotola?

Non ti sei mai guardata intorno per vedere
lo sguardo cupo dei giocolieri e dei clowns
Quando tutti loro facevano trucchi per te
Non hai mai capito che non è bello
Lasciare che altri ti divertano
Eri solita andare sul cavallo cromato con il tuo diplomatico
Che portava sulla sua spalla un gatto siamese
Adesso è dura dal momento che ti sei accorta
Che in realtà non era come ti diceva
Dopo che ti ha portato via tutto quello che poteva rubarti

Come ci si sente
Come ci si sente
ad essere sola?
Senza un posto dove andare?
Come una completa sconosciuta,
Come una pietra che rotola?

La principessa sul campanile e tutte le belle persone
Stanno bevendo e pensando che ce l’hanno fatta
E si scambiano tutti preziosi regali
Ma tu faresti meglio a prendere il tuo anello di diamanti
Faresti meglio ad impegnarlo, tesoro
Eri solita ridere
Del Napoleone in stracci e del linguaggio che egli usava
Và da lui ora, ti sta chiamando non puoi rifiutare
Quando non possiedi più nulla non hai nulla da perdere
Sei invisibile ora, non hai segreti da nascondere

Come ci si sente
Come ci si sente
ad essere sola?
Senza un posto dove andare?
Come una completa sconosciuta,
Come una pietra che rotola?

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6 commenti
  1. Questa è solo una canzone buona per coloro che si divertono ad agitarsi strillando dinanzi a un pubblico soggetto alla stessa frenesia immotivata e scomposta. La poesia non c’entra per nulla, si limita ad annusare appena la frase del titolo, “Come una pietra che rotola”, ma poiché non se ne sente sollecitata a nessuna operazione, scuote la testa e va via per i fatti suoi, senza più ricordarsi della squallida avventura. O è stata fatta una pessima scelta per dimostrare come il Dylan meriti il premio Nobel conferitogli, o questo Bob è solo uno che ama i cani a tal punto da assumerne un nome. Ma questo non merita nessun premio.
    Domenico Alvino

  2. La stessa frase che vorrebbe essere una definizione della poesia (“Se una canzone è scritta bene è poesia”) è di una tale banalità da dimostrare l’assoluta incompetenza del soggetto riguardo alla poesia.
    Domenico Alvino

  3. Infatti, gentile Domenico Alvino, sono un incompetente in poesia e in tutto. Lei scrive: Dylan non merita niente. Bene, intanto ha vinto il Nobel. Spero glielo diano anche a lei essendo grande poeta e grande intenditore di ars poetica. Coi più sentiti auguri. Luciano Nota

  4. A me è sembrata classista, quasi del tutto priva di pietà nei confronti della signorina destinata a cadere. Non so se in lingua originaria le sfumature sono diverse. Spero tanto che qualcuno mi spieghi meglio e smentisca questa mia sensazione di mancanza di universalità.

  5. Gentilissimo Luciano Nota, al mio commento ci si oppone con altro commento di tenore opposto. Se io dico che Dylan non merita il premio Nobel, mi si dovrebbe dimostrare che invece lo merita, elencandone le ragioni, senza colpi di ironia facile e inconcludente. Con altrettanta gentilezza, Domenico Alvino

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