3 poesie tratte da “La camera segreta”, Einaudi – 2011
Penso alla vita com’era già compiuta
e insieme tutta da venire
nel tuo arrossire per la mia prima
parola ardita mai detta
il mio primo
gesto che ti sembrò osceno
…penso all’ora in più conquistata
ogni volta che mi ripetevi:
“ancora”.
***
salgono amanti storditi nel vuoto
così vuoto di scale,
né stanze né letti all’arrivo,
la vertigine
è già un audace esperimento d’amore,
l’estasi
impartisce lezioni di anatomia.
***
addio, Parma
in quella dolcezza da viale a viale
folta di inaudite ragazze
…qui le suore ci prendono
a ore, e in nome
di Dio ci baciano sulla bocca
così furiose da farci
sanguinare le labbra.





Bevilacqua, poeta? Non scherziamo!
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Io non canto
non posso cantare il vostro ritratto
melenso
non è necessario rivoltarsi:
la cucina dei versi
manca del sale e del pepe
si origlia
ci si frantuma
per meglio dividersi
la stima pagata
la misera gloria
d’una discreta minetruzza di parole
a. s. , 1969
Mi perdoni, signor Sagredo, ma lei è un poeta? Ne è sicuro?(scusi la franchezza)
eh, Signora Evangelisti, sono convinto che il Signor Sagredo sia un poeta con l’iniziale maiuscola per dritta cialtroneria, lingua calva, penna puntuta
Capisco.