L’orrore (1909) Mi vidi andar per stanze desolate. Sul fondo blu danzavano pazze le stelle, e dai campi ululavano fortissimo i cani, e tra le foglie in alto il favonio frugava furioso. D’un tratto: silenzio! Sorda una vampa febbrile dalla mia bocca fiori velenosi fa sbocciare, dai rami piove come da una piaga rugiada povera… Continue Reading
“La donna e il mare: gli archetipi della scrittura di Corrado Calabrò” di Carlo Di Lieto. “Ho gli orecchi pieni di mare” poesia di Corrado Calabrò
La scrittura di Corrado Calabrò merita un’analisi concentrica, attraverso l’esegesi psicoanalitica; discussa e analizzata dalla critica militante, nell’arco di oltre un cinquantennio (1960-2014), è stata esaminata nei suoi valori formali ed espressivi, ma non è stata sufficientemente valorizzata nelle sue forti peculiarità psicologiche. Ed è ciò che si tenterà di fare, in quanto lo si… Continue Reading
A Milano. Tre poesie di Roberto Taioli, nota di Maria Grazia Ferraris
Metà degli anni Sessanta del secolo appena passato: una canzone di Memo Remigi, cantata da Ornella Vanoni diceva: “Sapessi com’è strano/ sentirsi innamorati a Milano a Milano./Senza fiori senza verde/ senza cielo senza niente. Fra la gente/tanta gente. Sapessi com’è strano…..” Che cosa c’è di meno romantico di Milano, col suo traffico, la folla, i… Continue Reading




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