“Fuera del juego” di Heberto Padilla, Ass. culturale “Il Foglio” – 2013 – ,letto da Maria Grazia Di Biagio

su-heberto-padillaEssere sbattuti in galera e subire 37 giorni di torture per aver scritto un libro di poesia, a noi italiani, non potrà mai succedere. Al massimo ci processano per istigazione a delinquere, perché abbiamo espresso poeticamente la nostra opinione, cosa che, comunque, non suscita grande turbamento o indignazione fra i nostri intellettuali. Questi i miei pensieri, mentre leggevo “Fuori dal gioco” di Heberto Padilla, poeta cubano che nel 1968 segnerà con un’opera poetica, la crisi della ideologia comunista, il fallimento della Rivoluzione Cubana, denunciando i metodi coercitivi della dittatura di Castro. Quando, nel 1971, lo arrestarono assieme a sua moglie, con l’accusa di scrivere letteratura controrivoluzionaria, gli intellettuali di sinistra di tutto il mondo si ribellarono, tra essi i nostri Alberto Moravia e Federico Fellini, inviando lettere a Fidel Castro e facendo pressione perché i coniugi Padilla fossero lasciati liberi di lasciare Cuba. Costretto a ritrattare pubblicamente per poter ottenere gli arresti domiciliari, scriverà in seguito: “Quando a un uomo mettono davanti quattro mitragliatori e lo minacciano di tagliargli le mani se non ritratta, di solito acconsente, anche perché le sue mani sono necessarie per continuare a scrivere”. Solo nel 1980 ai due sarà concesso di espatriare alla volta degli Stati Uniti. Morirà per arresto cardiaco nel 2000, in una stanza di hotel in Alabama.

Fuera_del_JuegoNello scritto ritrovato postumo e riportato in questo libro, una sua considerazione in particolare, riferita al popolo cubano fa riflettere, si potrebbe adattare perfettamente a molti altri, anche al nostro popolo, quasi un monito: “Parlavamo tra amici e ci sconvolgeva che cominciassero a perseguitare le opinioni, che le volessero trasformare in un delitto. I cubani trovano nello spirito, nella presa in giro, l’unico meccanismo di difesa per affrontare le situazioni più drammatiche. Il cubano diventa tragico solo nella pazzia. Il suo unico contatto veramente grave con le cose si verifica nel momento in cui perde la sua identità. In quella situazione rischiavamo molto, perché potevamo non renderci conto del dramma solo rinunciando a pensare. Per me era impossibile”. L’opera, tradotta in italiano dallo scrittore ed editore Gordiano Lupi, colpisce per chiarezza analitica e compostezza formale, non c’è vittimismo da parte del poeta ma uno sguardo oggettivo, da cronista, sulla Storia e anche su di sé e sulle proprie vicissitudini. Non c’è un “Io”, ma l’Uomo, il poeta visto da fuori, testimone del vissuto di altri che come lui hanno pagato il prezzo della coerenza. Sorprende, a tratti, lo sguardo ironico, il distacco del saggio che ha saputo trasformare la propria esperienza in testimonianza che sia d’insegnamento agli altri.

 

EL OMBRE  AL MARGEN

 

Él no es el hombre que salta la barrera
sintiéndose ya cogido por su tiempo, ni el fugitivo
oculto en el vagón que jadea
o que huye entre los terroristas, ni el pobre
hombre del pasaporte cancelado
que está siempre acechando una frontera.
Él vive más acá del heroísmo
(en esa parte oscura);
pero no se perturba; no se extraña.
No quiere ser un héroe,
ni siquiera el romántico alrededor de quien
pudiera tejerse una leyenda;
pero está condenado a esta vida y, lo que más le aterra,
fatalmente condenado a su época.
Es un decapitado en la alta noche, que va de un cuarto al otro,
como un enorme viento que apenas sobrevive con el viento de afuera.
Cada mañana recomienza
(a la manera de los actores italianos).
Se para en seco como si alguien le arrebatara el personaje.
Ningún espejo
se atrevería a copiar
este labio caído, esta sabiduría en bancarrota.

 

L’UOMO AL MARGINE

 

Lui non è l’uomo che salta la barriera
sentendosi già preso dal suo tempo, né il fuggitivo
nascosto nel vagone che ansima
o che fugge tra i terroristi, né il povero
uomo dal passaporto cancellato
che sta sempre inseguendo una frontiera.
Lui vive più in qua dell’eroismo
(in quella parte oscura);
però non si turba, non rimpiange.
Non vuole essere un eroe,
e neppure il romantico intorno al quale
poter intrecciare una leggenda;
ma è condannato a questa vita, e ciò che più lo spaventa,
fatalmente condannato alla sua epoca.
E’ un decapitato a notte fonda, che passa da una stanza all’altra,
come un enorme vento che appena sopravvive
[con il vento di fuori.
Ogni giorno ricomincia
(alla maniera degli attori italiani).
Chiude il becco come se qualcuno gli stappasse il personaggio.
Nessuno specchio
oserebbe copiare
queste labbra cadute, questa saggezza in bancarotta.

 

DICEN LOS VIEJOS BARDOS

 

No lo olvides, poeta.
En cualquier sitio y época
en que hagas o en que sufras la Historia,
siempre estará acechándote algún poema peligroso.

 

DICONO I VECCHI BARDI

 

Non dimenticarlo, poeta.
In qualunque posto ed epoca
in cui si faccia o si soffra la Storia,
sempre ti starà seguendo qualche poesia pericolosa.

 

INSTRUCCIONES PARA INGRESAR EN UNA NUEVA SOCIEDAD

 

Lo primero: optimista.
Lo segundo: atildado, comedido, obediente.
(Haber pasado todas las pruebas deportivas).
Y finalmente andar
como lo hace cada miembro:
un paso al frente, y
dos o tres atrás:
pero siempre aplaudiendo.

 

ISTRUZIONI PER ENTRARE IN UNA NUOVA SOCIETA’

 

Per prima cosa: ottimista.
Per seconda: elegante, misurato, obbediente.
(Aver superato tutte le prove sportive).
E finalmente camminare
come fa ogni membro:
un passo avanti, e
due o tre indietro:
però sempre applaudendo.

 

PARA ESCRIBIR EN EL ÁLBUM DE UN TIRANO

 

Protégete de los vacilantes,
porque un día sabrán lo que no quieren.
Protégete de los balbucientes,
de Juan-el-gago, Pedro-el-mudo,
porque descubrirán un día su voz fuerte.
Protégete de los tímidos y los apabullados,
porque un día dejarán de ponerse de pie cuando entres.

 

DA SCRIVERE NELL’ALBUM DI UN TIRANNO

 

Guardati dai titubanti,
perché un giorno sapranno quello che non vogliono.
Guardati dai balbuzienti,
da Juan tartaglia, Pedro il muto,
perché un giorno scopriranno la loro voce forte.
Guardati dai timidi e dagli umili,
perché un giorno smetteranno di alzarsi in piedi quando entri.

 

POÉTICA

 

Di la verdad.
Di, al menos, tu verdad.
Y después
deja que cualquier cosa ocurra:
que te rompan la página querida,
que te tumben a pedradas la puerta,
que la gente
se amontone delante de tu cuerpo
como si fueras
un prodigio o un muerto.

 

POETICA

 

Dì la verità
Dì, almeno, la tua verità.
E poi
lascia che succeda qualsiasi cosa:
che ti strappino la pagina preferita,
che ti abbattano la porta a colpi di pietra,
che la gente
si accalchi davanti al tuo corpo
come se tu fossi
un prodigio o un morto.

(Traduzioni di Gordiano Lupi)

Maria Grazia Di Biagio

 

 

3 commenti
  1. Distante sul piano politico-sociale, nel tempo e nello spazio, ma quanto ci appartiene questa poesia, quanto è nostra, condannati a vivere la nostra epoca senza volerne o poterne essere gli eroi, decapitati, fatti di vento, coscienti di una saggezza in bancarotta che nessuno più ci invidia. Ha ragione Maria Grazia Di Biagio, giustamente la sua sensibilità coglie la portata universale di questi versi e la semina che sono in grado di farci dentro. Grazie per questa condivisione

Rispondi a Maria Grazia Di Biagio Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...