Una poesia di Lars Gustafsson , “Ibn Batutta” tradotta da Fulvio Ferrari, commento di Giorgio Linguaglossa

Propongo ai lettori di Erato questa poesia del poeta e scrittore svedese Lars Gustafsson. Si tratta di una potente parabola della vicenda dell’uomo sulla terra, sul suo destino. Ci sono i quattro elementi: acqua, terra, fuoco e aria e c’è il Geviert, la quadratura di tutti gli elementi; in più c’è l’altezza smisurata: il Nord,… Continue Reading


L’Egitto poetico di Vittorio Sereni, a cura di Maria Grazia Ferraris

Il viaggio culturale- esplorativo più significativo di Vittorio Sereni in Egitto risale al lontano 1973, dieci anni prima della morte. Ne abbiamo testimonianza in Stella Variabile, l’ultima sua pubblicazione, in cui il poeta raccoglie le poesie legate a quella esperienza straordinaria di viaggio. Le poesie sono: Muezzin, che dalla torre più alta, a Luxor, nella… Continue Reading


Una poesia di Tadeusz Różewicz: La caduta ovvero elementi verticali e orizzontali nella vita dell’uomo contemporaneo con un appunto critico di Giorgio Linguaglossa

Tadeusz Różewicz (1921-2014)  nasce a Radomsko nel 1921 sulla linea ferroviaria Varsavia-Vienna, città all’epoca di 20.000 abitanti, città di provincia. Nel novembre del 1944 il fratello Janusz, capo partigiano, viene fucilato dai nazisti, evento che avrà grande influenza sulle scelte di poetica di Tadeusz. Nel 1947 esce Niepokój (Inquietudine) che viene accolto con giudizi lusinghieri dai maggiori poeti delle… Continue Reading


Cinque poesie di Kahlil Gibran

Kahlil Gibran nasce il 6 dicembre del 1883 a Bisharri, piccolo villaggio del Libano settentrionale. Nel 1895 la famiglia si trasferisce a Boston per sottrarsi all’oppressione turca e il giovane Gibran si dedica soprattutto alla pittura. Molti gli eventi dolorosi che segnano la vita del poeta: la morte della sorella, del fratello, del padre e… Continue Reading


Elio Pecora, “Rifrazioni”, Mondadori – Lo Specchio – 2018, nota di lettura di Noemi Paolini Giachery

L’ immediata reazione dopo la prima lettura di questo libro era un coinvolgimento che suggeriva impressioni quasi inconsce: “Non sono io, no, quell’ombra che cerca. E neppure l’ombra che trova (l’io invadente si fa avanti come sempre). In realtà non è mio il giardino di castagni e ulivi. Non è mia neppure quella banda con… Continue Reading