
La fascinazione è già solo nel nome, geosofia, ha in sé lo studio, la misurazione scientifica e geografica, ma anche l’incanto filosofico, il passo lieve di un vagabondaggio pigro e attento in osservazione per le serre e per i paesi di Lucania, per ascoltare meglio le parole che affiorano dalle storie che si incontrano sul cammino.
La Lucania e la luce sono evocate con immediatezza in Lucus, Taccuino di Geosofia (AnimaMundi Edizioni, 2023) di Franc Arleo. Si tratta di una raccolta di componimenti di kleine prosa, prosa breve per istantanee piene di grazia che catturano ora un paesaggio, ora un incontro, ora un ricordo, spesso un ricordo richiamato da un paesaggio e da un incontro avvenuto nel tempo presente.
La scrittura che Franc Arleo dispiega in questo volume è essenziale, in un doppio senso. Essa diventa perno necessario della storia stessa poiché vivifica con colori accesi, appaga per fraseggio e per ricchezza e precisione di lessico, spesso tratto dal mondo naturalistico e da quello dei contadini pastori, popolato di upupe, torrenti, faggi, ginestre, pioppi bianchi. Essenziale, però, anche in altra accezione: è evidenza di concentrazione, densità del senso e dei sentimenti, purezza delle percezioni. Le parole sono intagliate come un bastone di pastore di capre, del pastore bambino che egli è realmente stato in un tempo remoto eppure immanente, prima di trasvolare in un mondo di studi e tecnologia.
Di quel mondo non si dà tuttavia un dipinto bucolico e di arcadia, ma esso è fotografato nella sua evidente scomodità, nella sua pacata decadenza che pure non dispera, nella dignità e fierezza delle origini semplici. Lucus riesce ad essere un manifesto per una terra ritrovata, per mestieri antichi da far rivivere e non accantonare, miracolosamente senza scadere nella retorica buonista, ecologista, paesologica.
La riconoscibile firma dell’autore si denota più di tutto nelle parole composte che sono spesso parole chiave (animacarne, Cielagreste, capelvenere), quasi sempre per metà animiche, per metà carnali e corporee. Questo intreccio tra la dimensione spirituale e quella concreta schiude la verità di una profonda vocazione d’amore per la propria terra.
Lo stile è onirico, eppure lo scrittore è naturale e verista, dal momento che il nocciolo della storia è sempre un accadimento reale. La narrazione è frutto di un universo di storie che girano nella memoria di un bambino pastore su cui soffia un Dio selvatico, che racconta la fame, che trascorre la notte nel bosco; è il diario di un uomo spirituale che è in ascolto profondo quando incontra matti di paese, vecchi maestri di saggezze fuori misura, personaggi che non sembrano neppure reali, con il volto solcato dal tempo e dal sole e che non sanno scrivere. Attinge poi al colpo d’occhio dell’orizzonte, alle sfumature dei cieli, alle cale, alle falesie.
La Lucania che l’autore percorre e perciò immortala coincide – in termini spaziali – con l’antica, grande Lucania preromana, estesa dal mondo magnogreco al Cilento, portando a compimento la missione di una escavazione del passato che si perde nel mito e che quel mito vuole restituire. Si spiegano così certi passi acquatici, profumati di mirto, increspati come il Tirreno e le fotografie di villaggi di pescatori.
Lucus è la pietra fondativa di un progetto ambizioso per perseguire l’obiettivo indispensabile della riforestazione umana dell’Appennino, ossia il ripopolamento di una terra con un magnetismo d’anima che urla, senza eguali, con un cielo notturno perfetto, senza luci a confondere la verità delle cose.
Maria Grazia Trivigno
Franc Arleo è nato in Lucania nel 1974. Ha scritto Nelle mani la sera (2001), Scrijatinne (2003), Scappa (2005), Terrainsonne (2012). Art Director di Geolander.it promuove, con la collaborazione della Senior Researcher Carla Ferreri del CNR e Direttore dell’Accademia dei Meccanismi Molecolari, lo sviluppo della Geosofia come disciplina umanistica e scientifica orientata a costruire una nuova consapevolezza dei luoghi per il recupero del benessere e della salute. Cura la collana di geosofia di AnimaMundi e Lucus è il primo libro di Geosofia dedicato ai territori dell’Antica Grande Lucania. Per seguire la rubrica di Geosofia da lui curata su LinkedIn si rinvia al link Geosofia – Newsletter.



