Nazario Pardini, “I dintorni dell’amore, ricordando Catullo”, Guido Miano Editore – 2019. La redazione vi augura buone vacanze. Torneremo il primo settembre

Pardini Nazario - I dintorni dell'amore [fronte]

I dintorni dell’amore, ricordando Catullo, proposta nella memoria del grande poeta latino, è anch’essa divisa, come la precedente raccolta, I dintorni della solitudine, in tre sezioni; è inoltre preceduta da una Lettera ad un’amica mai conosciuta, testo che ne richiama subito alla memoria un altro. Si tratta della poesia di Luis Cernuda, dal titolo A un poeta futuro dove troviamo gli stessi interrogativi, le stesse incognite, lo stesso bisogno di colmare il vuoto e la solitudine interiore e di trovare un senso alla propria vita che rintracciamo nel testo di Nazario Pardini. Vi compare anche l’immagine di uno stesso fiume che porta in Uno vicende ed esperienze umane – metafora dell’esistente da cui precisamente prende l’avvio il testo in prosa del nostro autore. Ma, al di là di questo, un unanime respiro connette le due scritture: un tono epistolare intimo e confidente che, con movenze accattivanti ed emblematiche, si innesta in una concezione dell’amore fortemente idealizzata, a testimonianza e suggello di una visione poetica e di un credo artistico che rimane a fondamento della loro opera. A proposito dell’Amore, un tema che riveste vitale importanza in quest’opera, il poeta afferma che non debba mai allontanarsi dall’ideale della Bellezza, e dunque dalla Poesia. L’Amore, infatti, primo attributo divino, è il principio che informa l’universo. È Pneuma, spirito, energia del cosmo, che costituisce anche la nostra parte divina, la quale, tuttavia, nell’attuale civiltà sembrerebbe messa da parte, dimenticata in qualche oscuro canto di noi stessi Le liriche pardiniane hanno lo stesso andamento tematico, e tutto è rivissuto e rivisitato nello spirito e – per certi versi – nello stile catulliano che è quello amoroso per eccellenza – anche se di un amore che ha i connotati e le sfumature peculiari dell’anima del poeta: connotati e sfumature che indicano una consonanza spirituale che attraversa il tempo per divenire nei due autori, afflato, visione, emblema di uno stile che è misura di vita e immagine di una realtà. I componimenti sono brevi e, come i carmi catulliani delle Nugae con continui riferimenti alle personali vicende amorose. Si innestano nel tessuto dell’opera richiami più puntuali, e parziali rifacimenti di alcuni dei testi più rappresentativi del poeta latino.

dalla prefazione di Rossella Cerniglia

 

Chissà per quali mete

Spentisi i girasoli, ammorbiditisi
i colori della mia campagna
resta un canto che accompagna
i rintocchi di una campana funebre.
Questo rimane di un’intera stagione:
un suono lento e peso
che rinnova un trasporto;
seccumi senza scricchi
per assenza si sole;
viti disabitate;
uccelli che svolazzano nel vuoto,
immemori di nidi.

Nazario Pardini

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