La Magna Grecia: Selinunte e i suoi templi

240px-Colonie_greche_d'italia_e_siciliaPer Magna Grecia s’intende il complesso di colonie fondate dai greci nell’Italia meridionale e nella Sicilia  tra l’VIII e il VI sec. a. C., gli abitanti delle quali si dissero Italioti e Sicelioti. Le più importanti furono Cuma, Reggio, Napoli, Siracusa, Agrigento, Sibari, Crotone, Metaponto e Taranto. Le lotte tra le varie città e la pressione delle popolazioni italiche portarono alla decadenza della Magna Grecia. Il crollo di Taranto (272) determinò la fine delle città greche che entrarono nell’orbita di Roma. La civiltà della Magna Grecia fu il tramite tra la cultura greco-ellenistica e l’Italia prima che Roma conquistasse la Grecia. L’architettura caratterizzata da una prepotente monumentalità, predilige l’ordine dorico che conserva caratteri arcaici rispetto a quello della Grecia (templi di Paestum). Notevole la riproduzione di rivestimenti fittili policromi e la ceramica, fiorita a partire dal V sec. con caratteristiche stilistiche e figurative diverse nelle regioni apula, lucana e campana. Selinunte è un’antica città della Sicilia sudoccidentale, a poca distanza dal mare, in provincia di Trapani. Fondata nel VII sec. a. C. dai Megaresi, fu la colonia greca più occidentale della Sicilia. Nel V sec si alleò con Siracusa e fu per questo aggredita nel 415 dagli ateniesi.

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Selinunte, tempio C

L’antica Selinunte si estendeva tra due corsi d’acqua: il Gorgo Cotone a est e il Modione a ovest, alle foci dei quali si trovavano due porti. Imponenti i resti delle poderose mura, dell’acropoli e dei templi. I templi ( il tempio A di cui restano pochi avanzi, 460 a. C. ; il tempio B di epoca ellenistica; il tempio C, il più antico, risale al 550 a. C. con 14 colonne, parte della trabeazione, l’ingresso è preceduto da una scalinata di 8 gradini, il vestibolo, il pronao e la cella; il tempio D, 540 a. C. , ha un peristelio, pronao e cella, dedicato ad Atena; il tempio Y detto anche “tempio delle piccole metope” preceduto da un altare a forma quadrata) ci offrono una serie di documenti per l’evoluzione dello stile dorico tra i secc. VI e V a. C. Interessanti le numerose terrecotte figurate dall’VIII sec. alla metà del V sec. Di maggiore importanza le metope (Museo Nazionale di Palermo), dalle più arcaiche a quelle del 520 a. C. Significativa la testa del Gicante in una metopa del tempio. Chiudono la serie quelle del tempio E nel pieno V sec.

 

selinunte_tempio_e_hera

Selinunte, tempio E o tempio di Hera

 

 

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