“La Colmata Persiana”; “Poseidonia, 480 a.C.”, due poesie di Furio Durando

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Tomba del tuffatore, Paestum

Mi scrive Furio Durando: “Al di là dell’evidente rimando a Kavafis, la prima è su eternità (intesa come cognizione e necessaria manifestazione), fratture, stupri (non in senso banale e ordinario), rinnovamento e serenità non atarassica. La seconda sull’anaciclosi e l’eternità. L’ispirazione di quest’ultima è alla Tomba del Tuffatore rinvenuta a Paestum/Poseidonia e alla filosofia pitagorica; quella della prima al rito di purificazione dell’acropoli di Atene dopo il saccheggio persiano del 480 a.C”. E infatti l’ambiente è quello della Grecia antica tanto amato da Kavafis dove nel fittizio scenario della storia viene rappresentato ciò che altrove è detto in modo diretto. Ma c’è anche l’arte sentita come eccezione e privilegio, il culto della bellezza redentrice. L’intero (l’eterno) è ormai frammentato, incompleto, confuso. Furio attende un nuovo equilibrio, una nuova compattezza. E poiché l’unità, in senso pitagorico, è principio di armonia e misura, essa sarà anche il bene, anche la bellezza.

La Colmata Persiana

Splendevano al sole
atleti adolescenti incoronati,
démoni e principi d’Olimpo, sagome
legnose di fanciulle:
agálmata, anathémata,
l’orgoglio della nostra unicità,
la cognizione nostra dell’eterno.

Ora ne seppelliscono i frammenti:
lacerti, interi brani di un’età
che non ritorna, profanata
dagli sguardi e dalle mani
degli sconfitti Persiani,
cadono dentro la fossa.

Per noi tabula rasa attende
una bellezza nuova,
e in questo sovrapporsi di marmi
e di terriccio sterile
vanno per sempre quel che fummo
e la bellezza antica;
e fra millenni basterà – a filologi romantici,
antiquari ed archeologi –
la briciola, il brandello, l’incompiuto
a immaginare la bellezza antica,
all’almanacco delle integrazioni,
all’erotismo d’incolmabili lacune.

A noi, che tutto avemmo dell’intero,
nessuna gioia viene dal frammento.
Solo un intero nuovo,
intero e pari,
sa consolarci
e far dimenticare,
ridarci cognizione dell’eterno.

Poseidonia, 480 a.C.

Il cristallo disteso dell’acqua ai miei piedi –
un attimo ancora e, bagnata dall’ultimo sole, l’anima mia
avrà il brivido, lo schianto, il breve oscuro viaggio
e un nuovo inizio immemore.

Apprenderò dal bianco dei papiri, allora,
quanto oggi seppi novità –
che il Greco vinse il barbaro due volte,
che la gloria fu per chi spogliò nemici
a Imera e Salamina;
che siamo più liberi tutti.

Forse.

Ieri ho lanciato per l’ultima volta
di questa mia vita cento volte immemore
dei cento suoi inizi
l’akòntion
la sua bella parabola descrisse
meglio di queste pareti
gli amici, la gioia del vino una sera, l’amore,
il sesso con la piccola flautista.

Non serviranno l’olio profumato
per l’ultima lotta con Ade,
né lo strigile comprato
ai giochi di Taranto l’altr’anno.

Immemore qui dorme la mia polvere.
L’anima è protesa tutta all’acqua.

Il tuffo.

La risalita.

Potrei leggere, un giorno, queste righe
e non sapere che le scrissi io
e piangere ugualmente, e ridere di gioia
per l’uomo fortunato
che non saprò d’essere stato.

Furio Durando

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4 commenti
  1. “Per noi tabula rasa, attende / una bellezza nuova”…..”A noi che tutto avemmo dell’intero / nessuna gioia viene dal frammento”…; Il tuffo e la risalita: “lo schianto, il breve oscuro viaggio / e un nuovo inizio immemorabile…” -Ritorno alla filosofia degli antichi sulla condizione dell’uomo e sul suo destino? Intravedo la ricerca di unità del nostro essere, dare un senso alla vita nella sua articolazione di bene e male e acquisire un equilibrio, una armonica integrazione del tutto. In ultima istanza il sogno di un nuovo Rinascimento e superamento della crisi attuale.

  2. Ringrazio Donato Antonio Barbarito per il commento e l’interrogativo. Macrocosmo e macrodimensione si pareggiano col microcosmo del singolo ne “La colmata persiana”. Assistere a un collasso che richiede un’erasione lucida di un passato collettivo fa riemergere memorie di collassi personali, di macerie che un tempo erano casa, vita, fare, e il ricordo di erasioni compiute per preparare il sogno, il progetto, l’illusione di una nuova integrità.

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