Cinque poesie di Luca Buonaguidi da “Ho parlato alle parole”, Oèdipus Edizioni – 2014

copertina luca buonaguidi

 

L’UOMO ALLE PORTE

Le strade note son già state battute
non restan che sentieri di senso
e tacere certi della furia
evocando il respiro nuovo
infermo su un’informe finestra.

Saluto la Regina morente
e chiarità di velo che nasce
nel resto che dorme,
piccola luce che proietta
infine una grande ombra.

 

NUVOLE DI FUMO

Aspetto soffiando nel buio
le mie nuvole di fumo
in attesa di luce e rivoluzione
ma invoco solo due occhi
con una luce un poco più intensa,
io, che mi innamoro sempre
di chi è gentile
con me.

Appetito di fiori selvaggi
ed estasi notturne
vestite a festa
e dal nefasto alone
eppur mi muovo in un deserto
con oasi di equilibri
che si perdono
con l’illusione di ritrovarsi.

I gomiti che reggono
lo sguardo che scruta
la strada, la piazza
e non arriva nessuno;
la mente lontana,
le sigarette si accumulano
e le domande non si dissolvono
come nuvole di fumo.

 

IL DIO SORRIDENTE

La parola perfetta non esiste,
è l’etereo canto
dentro al silenzio notturno,
lo scoglio che contempla
l’assalto bianco della marea,
il Dio sorridente
richiamato dall’antica domanda:

Di tutto questo amore
qualcuno prende nota?

I poeti muoiono,
i musici invecchiano,
i filosofi incespicano,
l’alba ha il suo costante termine
e la sua costante rinascita
e questa mia notte del cuore
sarà eterna?

Vorrei danzare
come una nuvola
per infrangermi nella tua luce
all’aurora coprirti
di onirico velo, crepuscolo,
infine baciarti
nell’abbandono notturno.

 

OLTRE A QUESTO CANTO

Sono poeta
e sollevo in aria
un cuore che saluta.
Ho capito che l’armonia
è oltre il giardino
e dentro il cammino
con un fantasma
che mi cammina accanto,
mio unico e possibile
atto di presenza,
oltre a questo canto,
oltre a questo fiore
che spacca la roccia.

 

L’ULTIMA DELLE GUERRE

Ho saputo nascere
e poi crescere,
senz’altro respirare
nel corpo che beve fame
e che sgorga ogni lamento,
che anela annullamento.

Vorrei l’ultima delle guerre,
una grande e stupida guerra
per essere nessuno.

I miei sogni, niente.
I miei giorni, niente.
I miei amori, niente.

Il tutto, niente,
un vuoto di senso
nella comune fine che ci accade.

luca buobaguidi fotoLuca Buonaguidi (Pistoia, 1987) ha pubblicato in poesia I giorni del vino e delle rose (2010, Fermenti), Ho parlato alle parole (2014, Oèdipus) ed è in uscita INDIA – complice il silenzio (Italic  Pequod), diario di un viaggio in solitaria e via terra di sei mesi tra Sri Lanka, India, Bhutan, Nepal e Tibet. In prosa ha pubblicato un racconto ne La sagra è vicina (2013, Beltempo) ed è in uscita la biografia immaginale della storica band Franti col collettivo di scrittura Cani Bastardi Franti. Perchè era lì – Antistorie da una band non classificata (Nautilus). Suoi testi o commenti ad essi si leggono su varie riviste di letteratura e poesia (Poesia, La poesia e lo spirito ecc.) e raccoglie le sue scritture eterogenee sul suo blog anarco-autistico www.carusopascoski.com. Scrive/ha scritto reportage, opinioni e approfondimenti di cultura e società nelle sue varie forme per Altracittà, Cani Bastardi, CineFatti, Comunità Provvisorie, i.OVO, Il Tirreno, Impatto Sonoro, KonSequenz, L’EstroVerso, MeMeCult, Mola Mola, Stordisco, Vai a quel paese! – Go face yourself e altre. I suoi reading vengono ospitati in tutta Italia e sono stati sonorizzati/accompagnati da musicisti come Elias Nardi, Trucupas, Jacopo Salvatori, Chris Yan, Collective Nimel, Gianni De Angelis e collabora come autore di testi dei prossimi dischi di Girolamo De Simone, Maisie, Elephant. In corso d’opera si segnalano in particolare un saggio di psicologia del linguaggio poetico dal titolo Poesia e Psiche – L’enigma, la storia e l’incontro del mondo poetico con la psicologia che annovera vari interventi esterni d’autore; la biografia del cantante (ex Diaframma) e artista Miro Sassolini; l’opera multimediale Alphabet Series/Salvezza che cade col pittore belga Pol Bonduelle; un poema di cui custodisce gelosamente i contenuti ma non il titolo provvisorio Poeta perché tutti suonavano già la chitarra ed altre già non più eventuali ma necessariamente futuribili: si faranno a Dio piacendo. Laureato in Psicologia Clinica, già tutor per studenti disabili e operatore presso una comunità terapeutica, conduce seminari esperienziali sul carattere antropologico, espressivo e terapeutico della poesia e progetti di scrittura  creativa con utenza caratterizzata da disabilità cognitiva e motoria. Vive oggi in un paese di una decina di anime sull’Appennino tosco-emiliano per riscoprire l’importanza di essere piccoli.

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1 commento
  1. Gradevoli, linguaggio semplice ma armonizzato in un ritmo personale di musica “interiore”, e profondità di contenuti. Un saluto.

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