I MAESTRI: Vincenzo Cardarelli, scelto da Maria Grazia Di Biagio

cardarelli-vincenzo

VIAGGIO

Come il partente invidia chi rimane!
Come felice, stabile,
si mostra il mondo a lui che lo contempla
con l’animo d’un esule, con occhi
di morituro.
Deciso all’addio,
egli è, pure indugiando, già in cammino
e fuori dalla vita.
Così a me tutto apparve, in ogni tempo,
come quelle città che salutai
verso sera,
mentre, partendo, già il ricordo urgeva,
o ch’io scopersi fervide e ridenti,
dall’alto d’un ponte,
passando in ferrovia,
rasentando i segreti delle case
col treno in corsa
che discioglieva i luoghi a me più grati
in un gioco di nuvole.
Oh senza sosta io vissi
ed esule dovunque.
Nessun’arte imparai, niuna certezza
mi assiste
nel punto di salpare ormai per sempre.

3 commenti
  1. A motivazione di questa mia scelta, vorrei riportare brevemente una osservazione tratta dai “cenni critici” scritti da Giansiro Ferrara nella prefazione al volume “Poesie” che nel 1942 inaugurava la Collana Mondadori “Lo Specchio”. L’osservazione che trascrivo era riferita alla poesia “Passato” ma poi ho scoperto che può ben essere riferibile a tutte le liriche di Cardarelli.
    Ferrara scriveva: Forse il lettore disattento vedrà qui un nuovo modo di prosa poetica. Si guardi, al contrario, come il verso comprenda ogni volta un figura finita e in sé necessaria, come il “ritmo” sia tutt’uno col “senso”…
    In questo, considero Vincenzo Cardarelli uno dei miei maestri, per la capacità di volgere il fatto autobiografico in esperienza universale, per il disincanto, la sottile ironia che traspare da certi suoi versi, per lo stile del linguaggio, che accosta spesso la parola colta a quella discorsiva, per questo e per molti aspetti comuni nel modo di “castigare la vita vivendola”.

  2. “(…) per la capacità di volgere il dato autobiografico in esperienza universale” , notazione che fa le pulci al minimalismo fine a se stesso di tanta poesia contemporanea non solo italiana .
    leopoldo attolico –

  3. Grazie, Maria Grazia, per la scelta e per il percorso di lettura che indichi e che condivido. E come nelle tue poesie trovo che in Cardarelli il disincanto e l’ironia non urtino ma dolcemente spingano verso un’assunzione di consapevolezza che diventa a quel punto ineluttabile. Gli ultimi tre versi, in particolare, misurano il breve tragitto umano da una sporgenza vertiginosa eppure sono in grado di lasciarci sottopelle un senso di quiete quasi filosofica. Brava
    Patrizia Sardisco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...